Musica e visualizzazioni riducono ansia e insonnia

La musicoterapia, se associata anche a tecniche visuali di relax può ridurre significativamente i sintomi legati alla fibromialgia come dolore, depressione, ansia e difficoltà nel dormire. Ma, è chiaro che se funziona per questo tipo di pazienti può funzionare anche per chi ha altri problemi minori, come stress, dolori vari e, naturalmente, anche ansia.

Lo studio sperimentale è uno dei primi a essere stato condotto in Europa, combinando le due tecniche: la musicoterapia e la visualizzazione in relax. Queste due pratiche insieme hanno dimostrato di rafforzare il benessere personale dei pazienti con fibromialgia e migliorare la qualità della loro vita. I ricercatori spagnoli dell’Università di Granada fanno notare che questa patologia richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge non solo i medici ma anche fisioterapisti, dottori in scienze motorie, psicologi e altri operatori sanitari. La possibilità quindi di insegnare ai pazienti una sorta di auto-terapia che possono fare a casa propria permette di risparmiare risorse e denaro.
Fonte: lastampa.it (sezione benessere)

Musiche consigliate in gravidanza anche per il feto:  Nutriamoci di musica

Altri percorsi consigliati:

Il Grembo Armonico

Gravidanza con la musica

Accompagnamento prenatale

Gravidanza e stress

stress-gravidanzaDurante il periodo della gravidanza, già a partire dalla diciassettesima settimana, il feto può percepire e forse subire lo stress sofferto dalla futura mamma.

A sostenerlo sono i ricercatori dell’Imperial College di Londra, autori di uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Clinical Endocrinology.

Le donne in dolce attesa rischiano quindi di trasferire lo stress ai propri figli molto prima di quanto si immaginasse finora. Già dalla diciassettesima settimana, la placenta fa infatti passare un quantitativo significativo di cortisolo, comunemente definito come ”ormone dello stress”. Per misurare la concentrazione di questa sostanza, i ricercatori hanno analizzato campioni di liquido amniotico, dimostrando tra l’altro l’efficacia di una procedura molto meno invasiva rispetto al prelievo di sangue fetale.

La ricerca ha coinvolto ben 267 donne in gravidanza, un numero sufficiente a confermare la correlazione tra i livelli di cortisolo riscontrato nel sangue materno e quelli registrati analizzando il liquido amniotico.

Ora, gli scienziati sono però impegnati a capire quanto la concentrazione dell”’ormone dello stress” possa incidere nella vita del bambino, cercando di scoprire se esiste una relazione significativa tra esposizione al cortisolo e predisposizione allo stress. La ricerca inglese conferma quanto già anticipato ed intuito da oltre un decennio dalla pratica clinica in psicoterapia, dove il vissuto e le esperienze della vita intrauterina mostrano di essere fortemente impresse nella memoria cellulare degli individui e condizionano la loro vita da adulti.

Proprio per proteggere mamme e piccoli in questo delicato periodo, proponiamo già da parecchi anni vari  percorsi :