…. E ci voleva il solito studio per capirlo???

Nel lettone con mamma e papà “Nessuna conseguenza per i bebè”

Secondo uno studio dell’università di New York, se il bambino passa la notte ‘in mezzo’ ai genitori non c’è alcun effetto psicologico. Per riabilitare il “co-sleeping” i ricercatori hanno seguito 944 coppie senza rilevare alcuna differenza comportamentale tra chi dormiva da solo e chi no

Continua la lettura >>>>>> La Repubblica   (25 luglio 2011)

Bambini iperattivi e additivi

I bambini iperattivi, affetti da quello che è definito “disordine da deficit dell’attenzione”, secondo alcune statistiche colpisce la popolazione infantile in una percentuale che va dall’4 all’20%.
Nei ragazzi la frequenza è maggiore che nelle ragazze (il rapporto è di ca 5:1).
Questa viene considerata una “malattia di competenza psichiatrica”:  i bambini sono irrequieti, hanno attenzione di breve durata, fanno fatica a portare a termine le cose, hanno scarsa concentrazione. Spesso il tutto si associa a difficoltà scolastiche sia per quanto riguarda l’apprendimento che il comportamento.

Alcune ricerche dimostrano che è responsabile di questi comportamenti anche l’ipersensibilità agli zuccheri e ad alcuni additivi alimentari quali la tartrazina (Giallo n. 5), i fosfati, i coloranti artificiali, i conservanti. Il conservante “benzoato di sodio”, ad esempio è molto diffuso: la maggior parte delle bevande analcoliche gassate lo contiene da solo o in associazione con altri conservanti. Una bevanda analcolica, ne può contenere anche 25 mg/250 ml.
Quanti genitori leggono le etichette di ciò che introducono nel carrello della spesa? E sono informati su questi aspetti? E cosa dire dei distributori automatici di bibite analcoliche sempre più diffusi negli edifici pubblici e nelle scuole?

La ricerca delle allergie e delle intolleranze alimentari in questi bambini parrebbe dunque molto importante.
Occorre eliminare tutti gli zuccheri raffinati e sostituirli con miele, succo d’acero, malto o zucchero di canna grezzo (attenzione perchè quello in commmercio è spesso zucchero raffinato tinto, meglio rivolgersi ai negozi specializzati o alle botteghe dell’equo solidale).
Tra gli integratori adatti sono certamente il calcio e il magnesio che donano calma e rilassatezza.

Va ricordato anche che il bambino iperattivo spesso è un bambino ipersensibile, ha bisogno di supporto, aiuto, attenzioni e contenimento. Emotivamente si sente spesso travolto dallo stress, ma è incapace di risolverlo affrontandolo.

Questi bambini hanno spesso paure, ansie che tengono nascoste (specialmente i maschi) e per sfuggirle tendono a vivere nel futuro.Sono molto impazienti e non vedono l’ora che sia già domani.
Nell’arco dell’ultimo ventennio, sono state stravolte le basi della serenità quotidiana di bambini e adolescenti. Non servono psicofarmaci, ma solo qualche attenzione in più…

L`iPhone insegna il mestiere alle mamme

Tratto da : http://www.uppa.it/index.php


Ormai senza iPhone non si va da nessuna parte. Non si può far bene neppure la mamma.
Andiamo in ordine: cosa deve saper fare la mamma di un neonato? Prima di tutto deve saper entrare in contatto con il bambino (o la bambina), interpretare i segnali che le vengono inviati e rispondere adeguatamente, offendo il seno (o il biberon) oppure semplicemente coccole, sicurezza e pulizia.

Ma i neonati, si sa, non parlano, comunicano invece molto spesso piangendo: perciò una delle prime cose che un genitore deve imparare è interpretare il pianto del suo bambino (o della sua bambina); un esercizio molto importante, probabilmente indispensabile per iniziare un rapporto destinato a durare per sempre.

Tutto questo valeva nell’era passata, cioè l’era A.I. (Avanti iPhone). Oggi la tecnologia ci risparmia molte fatiche, anche quella di comunicare con i nostri figli neonati. Nella nostra era, 3° anno D.I. (Dopo iPhone) basta munirsi dell’indispensabile dispositivo (una spesa abbastanza elevata, ma giustificata dall’infinità di prestazioni che il famoso telefono-gadget è in grado di fornire) e scaricare un’applicazione chiamata Cry traslator. Dopo di che basta avvicinare il telefono al bambino che piange: il microfono registrerà i vagiti e in 10 secondi li tradurrà in uno dei 4 significati possibili: sonno, fame, fastidio, noia, stress.
E poiché, come recita la pubblicità “Il miglior regalo per un bambino è quello di essere compreso da tutti”, va da sé che telefono e relativa applicazione fra un po’ saranno considerati indispensabili da tutti.

E così se l’iPhon dice “sonno” il bambino sarà messo a dormire, se dice “fame” ecco pronto il biberon (non il seno, per carità, l’elegante icona del telefono rappresenta una bottiglia, e bottiglia deve essere!). I problemi cominciano quando il telefono dice “fastidio”: che si fa? Non è che per caso serve un’altra applicazione per capire chi o cosa dà fastidio al nostro bebé? Più facile se dice “noia”: l’iPhone, come si sa, è in grado di riprodurre un film, perciò ci sarà solo l’imbarazzo della scelta su come intrattenere il pupo. E se infine la risposta dovesse essere “stress”? Ci permettiamo una nostra interpretazione: il bambino piange per lo stress di dover cominciare ad usare l’iPhon fin dal primo giorno di vita, perciò la risposta non può che essere: via il telefonino e si ritorna a fare “come gli antichi”.

No al metodo Estivill!!!

Un video spagnolo che ritrae il metodo descritto in Fate la Nanna: Guardate il filmato. Cosa provate? Cosa pensate del metodo Estivill?

Per chi non conoscesse il libro “Fate la nanna” di Estivill,  un libro che viene spesso descritto  come un metodo miracoloso, che nel giro di 3 giorni è in grado di far dormire tuo figlio tutta la notte, ecco alcune spiegazioni.

Il metodo proposto in realtà si rifà a quello elaborato dal noto pediatra Richard Ferber direttore del Center for Pediatric Sleep Disorders a Boston e reso pubblico tramite il libro Solve Your Child’s Sleep Problems nel 1985. Il metodo del Dottor Ferber, o di Fate la nanna, può essere descritto brevemente così:

  • Mettere il bambino nel lettino, e lasciare subito la stanza
  • Se il bambino inizia a piangere, lasciarlo piangere , aumentando gradualmente il periodo di tempo (ad esempio prima 3 minuti, poi 5 minuti, poi 10, e così via)
  • Quando si rientra, bisogna dare conforto al bambino senza prenderlo in braccio. Nel caso, non raro, in cui il bambino abbia vomitato, bisogna pulire tutto, dire al bimbo che va tutto bene, sempre senza prenderlo in braccio, e uscire dalla stanza
  • A questo punto, secondo Estivill, il bambino capisce che tanto piangere non serve a niente, e si addormenta

….Se però avete ancora qualche dubbio sul fatto che forse volete adottare il metodo Estivill, allora date un’occhiata a questo video :