Per una buona comunicazione prenatale

cropped-schwanger2.jpgDopo il terzo mese quando il radicamento si è compiuto, il bambino è parte di te, la sua anima ti abita e siete in simbiosi totale. La comunicazione col bambino si apre come un fiume, puoi comunicare anche attivamente con lui, puoi insegnargli e fargli conoscere molte cose attraverso tutti i canali sensoriali e percettivi.
• Puoi fargli conoscere sapori o odori diversi per capire cosa gli piace. A volte sarà lui che ti chiederà odori o sapori diversi.
• Puoi inviargli suoni, cantandogli o facendo ascoltare musica
• Puoi accarezzarlo attraverso la tua pancia
• Puoi inviagli immagini belle e positive della vita, puoi fargli gustare la bellezza della natura o dei colori attraverso e tue emozioni
Il bambino è felice di ricevere tutti questi stimoli, crescerà meglio, diventerà più forte e capace di reagire, ti risponderà con movimenti sempre più espressivi.

Alcuni suggerimenti per attuare una buona comunicazione col bambino:

  • disattivare i circuiti razionai ed entrare nel silenzio dell’ascolto
  • creare accoglienza dove poter ascoltare il tuo bambino rivolgendoti a lui come a una persona senziente ( perchè lo è già a tutti gli effetti)
  • quando il bambino manda un messaggio tattile, occorre rispondere sempre con un altro messaggio tattile accompagnato oppure no da una risposta anche verbale e da un ascolto emotivo
  • lo stesso quando il bambino ti manda un messaggio psichico, perchè in assenza di una risposta materna il piccolo non si sentirà ascoltato
  • è importante coinvolgere sempre il piccolo il più possibile, parlandogli e spiegandogli ciò che stai facendo e non dimenticare di farlo soprattutto anche in caso di problemi gravi, lutti, separazioni perchè il bambino potrebbe sentirsi abbandonato. (Anche se hai avuto un litigio col partner spiegalo al bambino, deve comprendere che le argomentazioni che gli dai non diminuiscono in alcun modo l’amore che nutri per lui. Se hai avuto una giornata dura al lavoro comunicagli il perché del cattivo umore e che non ha nulla a che fare con lui…)
  • verso il 4° o 5° mese comincia a scegliere una filastrocca, una ninnananna: devi leggerle tutti i giorni e anche il futuro papà
  • fai sempre attenzione a come  ti rivolgi al bambino nella pancia, non ordinare, comandare, esigere, minacciare, rimproverare, paragonare, ridicolizzrlo, avere aspettative. Di seguito  alcuni esempi di frasi che lavorano come vere e proprie barriere o input negativi per la coscienza del piccolino:

• smetti di agitarti!
• ho già tutto programmato, niente tetta alla notte…
• se non mi rispondi non parlo più
• è davvero cocciuto!
• sono già al sesto mese dovrebbe essere più comunicativo!
• Dai svegliati, altrimenti poi ti svegli nel cuore della notte e non dormo più!
• vuole farmi i dispetti
• sei ansioso come suo padre
• è agitato come suo fratellino
• avrei preferito un maschio/femmina, anche mio marito ci teneva così tanto…

Questo è uno degli argomenti trattati anche nel corso di yoga in gravidanza -individuale o di gruppo- che si tiene il giovedì mattina all’Aikido di Carpi (MO) oppure su appuntamento (solo individuale) A Rio Saliceto (RE).

Altri strumenti per aiutarti nella comunicazione con piccolo:

Gravidanza con la Musica (libretto + cd)

Grembo Armonico (3 cd per l’ascolto fetale e per la madre + 2 libretti, cuffie di ascolto per la madre e marsupio sonoro per il piccolo nella pancia)

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La vita prenatale è determinante per tutto il resto dell’esistenza dell’individuo

Esistono molti studi e ricerche al riguardo che dimostrano come spesso problemi psicologici, di relazione, di alimentazione dei bambini,  degli adolescenti e anche degli adulti,  a ben guardare si riferiscono sempre a problemi di relazione sorti nell’utero della madre

E’ importante  prendere da subito consapevolezza delle trasmissioni psichiche e verbali inconscie e non, che intercorrono tra mamma e bambino, già a partire dai primi mesi della gravidanzaccorre  instaurare col nascituro fin dal concepimento un rapporto profondo, perchè il bambino quando nasce ha già un passato di nove mesi che spesso determina quello che sarà la sua persona futura!

Gli ultimi studi rivelano infatti quanto spesso le dipendenze, i problemi di comunicazione e relazione con noi stessi e gli altri, e i disagi dell’età adulta, celino dei traumi rimossi avvenuti al momento della nascita o durante la vita prenatale. Tutto ciò che accade tra il concepimento e i primi anni di vita, lascia un segno indelebile sulla nostra “matrice” e pone le basi per possibili traumi successivi. Si potrebbe dire che così come veniamo concepiti, così come viviamo il periodo prenatale e soprattutto la nostra nascita, così ci ritroveremo poi a vivere e a sperimentare il mondo.

L’ansia e lo stress della madre si comunicano al nascituro già dai primi mesi di vita per via empatica, mediante un processo trasmissione psichica, ma anche via ormonale   (i suoi  ormoni dello stress  invadranno il sistema del bambino rendendolo nervoso ed eccitato ) e via battito cardiaco, se quest’ultimo è stato accelerato da uno spavento, anche il cuore del figlio comincerà a pulsare più velocemente. Fortunatamente  anche le emozioni gioiose della madre raggiungono il feto: le endorfine vengono inviate al figlio e lo rivitalizzano ogni volta che essa è felice o lo pensa con amore.

Ma ciò che mette in pericolo il bambino non sono certo gli stress occasionali,  lo potrebbe diventare invece un evento tragico o doloroso vissuto un tempo maggiore: quello che lo influenza negativamente  è soprattutto  il senso di abbandono che potrebbe vivere il feto in circostanze di stress prolungato della madre, la quale può rimanere tanto sconvolta da rinchiudersi in se stessa e dimenticare  il bambino.

E’ quindi sempre consigliato anche in caso di stress occasionali,  mantenere aperti i canali di comunicazione col figlio mandandogli messaggi amorevoli e rassicuranti; in questo modo egli non si sentirà solo e lo aiuteremo a non vivere lo stesso stato di stress  materno.

Le ricerche hanno inoltre confermato che i  bambini nati da madri che non li hanno vissuti affettuosamente durante la gestazione, ma li hanno semplicemente trasportati, senza porgere loro alcun  segno d’amore o gioiosa accettazione, sono bambini che presentano maggiore instabilità emotiva meno socievoli e più insicuri con problemi anche di alimentazione psicologico o fisico.

I genitori con l’arrivo del bambino hanno quindi la grande possibilità di guarire e comprendere innanzitutto i propri traumi e contemporaneamente di proteggere la specie donando ai nuovi arrivati più amore, attenzione e accettazione. Ricorda che il feto è sempre in ascolto e desideroso di comunicare con i suoi genitori, e anche se non comprende forse il significato delle parole materne/paterne, ne percepisce sicuramente le loro “vibrazioni” d’amore.

La Cura Naturale della Mamma e del Bambino

La Cura Naturale della Mamma e del Bambino

Gravidanza, parto, allattamento, alimentazione, vaccinazioni e tanto altro

Autori Vari

Un libro chiaro e accurato con tutto ciò che serve sapere ai genitori che si apprestano ad avere un bimbo o che hanno dei figli piccoli e desiderano informarsi sugli approcci più vicini alla natura in tutte le fasi: gravidanza, parto, allattamento fino allo svezzamento e all’alimentazione del bambino.

Grazie all’aiuto di professionisti esperti e sensibili a una visione olistica sfatiamo tanti miti e cerchiamo di ritrovare una via semplice dettata dalle leggi di natura e dal rispetto profondo del bambino, di ogni essere e dell’ambiente in cui viviamo. Il benessere di uno coincide, e non a caso, con il benessere dell’insieme, siamo tutti collegati.

Molti scopriranno che tanti suggerimenti sono gli stessi che dettava loro il cuore, perché quando è l’amore che ci guida e non le paure o le convenzioni, o il sentito dire, si è più vicini al vero bene dei nostri bambini.

“La saggezza dell’evoluzione biologica ha garantito nei lunghi millenni che la madre fosse preparata a partorire, il bambino ben preparato a nascere ed entrambi solidi e adatti a costruire insieme una salda relazione, cui è affidata la sopravvivenza della specie. Non dovremmo sforzarci di porre correttivi alle forze naturali già insite in loro.”
Lorenzo Braibanti

Affettività materna

Renè Spitz, (Vienna 1887-Denver 1974) psicoanalista statunitense di origine austriaca, si soffermò molto sull’importanza che riveste per il bambino, soprattutto nei primi mesi di vita, ma anche durante la gravidanza, l’atteggiamento affettivo della madre. La madre, che serve da orientamento per il lattante, rappresenta l’“ambiente” ( tutte le influenze ambientali e culturali arrivano al bambino attraverso la madre o il suo sostituto),  ed è quindi determinante l’influenza che il suo atteggiamento esercita sullo sviluppo psichico del bambino.

Spitz effettuò alcuni studi su alcuni bambini ricoverati in istituti perché abbandonati dai genitori o in quanto figli di detenute. Questi bambini potevano soddisfare ogni loro pulsione primaria, perchè venivano nutriti, cambiati ecc.. ma nonostante ciò potè verificare che entravano spesso  nella cosiddetta depressione anaclitica (quadro clinico che si riscontra in casi di carenza affettiva). Tali comportamenti sono, in ordine progressivo: lamentele e richiami (primo mese di separazione) pianto e perdita del peso (secondo mese) rifiuto del contatto fisico, insonnia, ritardo dello sviluppo motorio, tendenza a contrarre malattie, assenza di mimica, perdita continua di peso, posizione prona (terzo mese) cessazione del pianto e rare grida, stato letargico (dopo il terzo mese).  Se entro il quinto,  sesto mese di separazione il piccolo trova la sua figura di attaccamento o qualcuno che la sostituisca, questi sintomi scompaiono; se la separazione si protrae per più tempo alcuni di essi restano.

Questo studio ci permette di comprendere immediatamente quanto in un bambino il bisogno affettivo di calore, di relazione, di contatto, venga ancora prima di altre esigenze come quelle nutrizionali. Essere portati, cullati, accarezzati, essere tenuti, massaggiati, sono tutti nutrimenti per i bambini piccoli, indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più.

Un bambino che è stato desiderato, che viene accolto, coccolato, ascoltato, nasce pensando di valere molto. Rispetterà e amerà se stesso proprio perché lo è sempre stato sin dall’alba della sua esistenza: da quando per la prima volta si è affacciato alla Vita nel grembo di sua madre. Un bambino gioiosamente amato già prima della nascita sarà di certo più felice di un bambino appena tollerato, accettato con rassegnazione o addirittura rifiutato.

” GREMBO ARMONICO”

SET OPERATIVO ” GREMBO ARMONICO” (Ludi Sounds)

Il GREMBO ARMONICO è un modo nuovo di vivere la gravidanza e la vita prenatale e di progettare il futuro del bambino.

Un percorso organico, mirato alla stimolazione del feto e del neonato, con l’utilizzo di particolari formule musicali, studiate in funzione del progressivo sviluppo del sistema neurosensoriale e neurocelebrale del piccolo. Il tutto è completato da un programma di canto e di vocalizzazione della mamma, che le consente di offrire un “nutrimento” sonoro di alta qualità e di dare vita ad una precoce interazione affettiva tra lei ed il nascituro. Continua a leggere >>>