Il feto ci ascolta e impara

I risultati delle ricerche e delle sperimentazioni, compiute negli ultimi 30 anni nel campo della neurobiologia e della psicologia prenatale, hanno rivoluzionato il modo di considerare l’alba della vita, quel periodo di nove mesi in cui il feto si sviluppa nel ventre materno. Tutte le attuali evidenze sembrano confermare una precoce e attiva presenza di un nucleo esperienzale, emozionale e psichico neonatale, e, dunque, una continuità significativa tra la vita psichica prima e dopo la nascita.

Da diversi anni molti ginecologi, ostetriche ed esperti della prenatalità italiani e stranieri sottolineano l’importanza della musica e della voce materna (parlata e cantata) per i loro ampi effetti positivi, che hanno sul “bambino prenatale” e sul suo futuro.

Tutto ciò può essere riassunto con il titolo del recente libro “Il feto ci ascolta e impara…”, che riassume gli studi ultraventennali di un gruppo di ricercatrici della Divisione di Psicologia clinica presso l’Università di Brescia, guidate dal Prof. P. Imbasciati.

(…) Che il feto abbia una vita psichica è oggi universalmente acquisito. Che si possa chiamare “mente” dipende da come la si definisce. Che questa mente sia acquisita attraverso una progressione di apprendimenti fetali e che la struttura funzionale che ne consegue moduli successivamente tutto lo sviluppo dell’individuo, è nozione ormai condivisa da tutti gli studiosi, ma non ancora assimilata dalla nostra cultura. Questo libro descrive il processo di costruzione delle funzioni mentali che si sviluppano nel feto e come gli apprendimenti che le determinano dipendano essenzialmente dalle relazioni del feto con la gestante, e poi del bambino coi suoi caregiver. Tale descrizione è basata e collegata con le ricerche sperimentali. In particolare viene descritta una lunga e laboriosa ricerca condotta dagli autori. Il fuoco dello sviluppo fetale che qui si descrive è posto sugli apprendimenti auditivi del feto: per questo, come nel titolo, ogni genitore dovrà tener conto che “il feto ci ascolta… e impara”. (…)

 

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Promozione per le neo- e future mamme

Se acquisti il “Libro dell’Amore e della Musica” puoi usufruire della promozione: LIBRO + CD in omaggio “Amore e musica per sognare” (ninnananne per il sonno dei vostri piccoli, musiche per il risveglio, il relax e la stimolazione).

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La scienza dice che il cucciolo dell’uomo nutrito costantemente e quotidianamente di musica, fino dai primi giorni di vita, o ancora prima di nascere, amplia le sue capacità mentali e di memorizzazione, la disponibilità agli affetti e alla comunicazione.

Cullatelo, stringetelo al seno al suono di dolci parole e cantategli delle ninnananne anche quando è ancora in pancia…. Non esistono armonie, ritmi, musiche in grado di sostituire il suono della madre. Suggeriamo alla madre l’idea di imparare a cantare le ninnananne proposte nel CD, il piccolo a poco a poco si renderà conto che il suono non gli giunge da una fonte che non conosce, ma dalle labbra di chi ha continuo contatto con lui e identificherà in quella persona la fonte del suo benessere.

Nei primi mesi di gravidanza e di vita, nell’epoca in cui il linguaggio verbale come scambio di comunicazione tra madre e piccolo, non è ancora possibile, la musica rappresenta un mezzo unico e straordinario con cui stabilire un rapporto intimo tra adulto e neonato. Se giorno dopo giorno i genitori osservando il piccolo che cresce noteranno la sua vivacità intellettiva, disponibilità alla comunicazione, predisposizione all’affettività, devono sapere che tutte queste aperture alla vita hanno come punto di partenza e come costante la stimolazione musicale.

 

Così il feto “canta” nel pancione

Articolo tratto da La Stampa

Sono accoccolati nel pancione della mamma, ma sembrano già sentire la musica e reagire ai suoni con dei movimenti simili al canto. Secondo un nuovo studio pubblicato su Ultrasound, questo accade già a 16 settimane di gestazione, se le note arrivano “dall’interno”. Per la prima volta gli scienziati dell’Institut Marquès di Barcellona hanno mostrato infatti che il feto sarebbe in grado di rilevare i suoni già a questa età, e soprattutto di reagire muovendo la bocca e la lingua. A mostrarlo è un video in 3 D realizzato dagli scienziati, che rimbalza sulla stampa internazionale e sta emozionando il web.

Le orecchie del piccolo si sviluppano completamente a 16 settimane, ma finora si riteneva che questo non potesse udire fino a 18-26 settimane di gestazione. Ora il team di Marisa Lopez-Teijon spiega di aver “fotografato” una risposta precoce alla musica trasmessa a livello intravaginale: il feto muove bocca e lingua come se cercasse di parlare o cantare. E smette quando si interrompe la musica. Una scoperta che, al di là dell’emozione nell’assistere a quella che appare come una precocissima risposta alla musica, potrebbe aprire la strada a nuovi metodi per consentire una diagnosi dei problemi di sordità già a livello fetale.

Il suono del battito cardiaco

L’ovulo fecondato pare sia  già in contatto con le pulsazioni del cuore materno, e con i movimenti uterini, addominali e respiratori della madre. L’istinto vitale del feto è quindi in relazione con i battiti del cuore materno che invia il sangue attraverso il  cordone ombelicale.

Al quinto mese di gravidanza si è già completata la struttura dell’udito e le ricerche più recenti confermano che dal sesto mese in poi il feto è continuamente in ascolto: i brontolii del ventre materno sono i più forti, mentre le voci della madre e del padre e altri rumori occasionali sono più leggeri.
Il suono predominante durante tutta la gravidanza è tuttavia il battito ritmico del cuore materno che, con il respiro della madre, costituiscono quell’insieme di stimoli ritmico-sonori e di continuo movimento che trasmettono al feto costante accompagnamento e sensazione di sicurezza

Per una buona comunicazione prenatale

cropped-schwanger2.jpgDopo il terzo mese quando il radicamento si è compiuto, il bambino è parte di te, la sua anima ti abita e siete in simbiosi totale. La comunicazione col bambino si apre come un fiume, puoi comunicare anche attivamente con lui, puoi insegnargli e fargli conoscere molte cose attraverso tutti i canali sensoriali e percettivi.
• Puoi fargli conoscere sapori o odori diversi per capire cosa gli piace. A volte sarà lui che ti chiederà odori o sapori diversi.
• Puoi inviargli suoni, cantandogli o facendo ascoltare musica
• Puoi accarezzarlo attraverso la tua pancia
• Puoi inviagli immagini belle e positive della vita, puoi fargli gustare la bellezza della natura o dei colori attraverso e tue emozioni
Il bambino è felice di ricevere tutti questi stimoli, crescerà meglio, diventerà più forte e capace di reagire, ti risponderà con movimenti sempre più espressivi.

Alcuni suggerimenti per attuare una buona comunicazione col bambino:

  • disattivare i circuiti razionai ed entrare nel silenzio dell’ascolto
  • creare accoglienza dove poter ascoltare il tuo bambino rivolgendoti a lui come a una persona senziente ( perchè lo è già a tutti gli effetti)
  • quando il bambino manda un messaggio tattile, occorre rispondere sempre con un altro messaggio tattile accompagnato oppure no da una risposta anche verbale e da un ascolto emotivo
  • lo stesso quando il bambino ti manda un messaggio psichico, perchè in assenza di una risposta materna il piccolo non si sentirà ascoltato
  • è importante coinvolgere sempre il piccolo il più possibile, parlandogli e spiegandogli ciò che stai facendo e non dimenticare di farlo soprattutto anche in caso di problemi gravi, lutti, separazioni perchè il bambino potrebbe sentirsi abbandonato. (Anche se hai avuto un litigio col partner spiegalo al bambino, deve comprendere che le argomentazioni che gli dai non diminuiscono in alcun modo l’amore che nutri per lui. Se hai avuto una giornata dura al lavoro comunicagli il perché del cattivo umore e che non ha nulla a che fare con lui…)
  • verso il 4° o 5° mese comincia a scegliere una filastrocca, una ninnananna: devi leggerle tutti i giorni e anche il futuro papà
  • fai sempre attenzione a come  ti rivolgi al bambino nella pancia, non ordinare, comandare, esigere, minacciare, rimproverare, paragonare, ridicolizzarlo, avere aspettative. Di seguito  alcuni esempi di frasi che lavorano come vere e proprie barriere o input negativi per la coscienza del piccolino:

• smetti di agitarti!
• ho già tutto programmato, niente tetta alla notte…
• se non mi rispondi non parlo più
• è davvero cocciuto!
• sono già al sesto mese dovrebbe essere più comunicativo!
• Dai svegliati, altrimenti poi ti svegli nel cuore della notte e non dormo più!
• vuole farmi i dispetti
• sei ansioso come suo padre
• è agitato come suo fratellino
• avrei preferito un maschio/femmina, anche mio marito ci teneva così tanto…

Questo è uno degli argomenti trattati anche nel corso di yoga in gravidanza -individuale che si tiene  su appuntamento A Rio Saliceto (RE).

Altri strumenti per aiutarti nella comunicazione con piccolo:

Gravidanza con la Musica (libretto + cd)

Grembo Armonico (3 cd per l’ascolto fetale e per la madre + 2 libretti, cuffie di ascolto per la madre e marsupio sonoro per il piccolo nella pancia)

Un buon accudimento materno favorisce nei bambini una migliore gestione dello stress e dell’apprendimento

Da molti anni ormai autorevoli voci nel campo della scienza continuano ad  affermare che lo sviluppo armonioso della personalità di un individuo dipenda principalmente da un adeguato attaccamento e da un forte rapporto affettivo con la figura materna o un suo sostituto, durante tutto il periodo primale (periodo che và dal concepimento fino al compimento del primo anno del bambino).

La  teoria “dell’attaccamento primario”, elaborata già negli anni ’60 dallo psicanalista britannico John Bowlby, aveva concluso che il neonato è un mammifero e che, come tutti i mammiferi, soprattutto nel primo anno di vita, deve continuare ad essere trattato come se si trovasse ancora nel grembo materno,   con un continuo e forte contatto epidermico con la madre.

E’ di pochi giorni fa, invece, la notizia ufficiale pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences , della  ricerca effettuata dalla Washington University School of Medicine di St. Louis , che lega gli accudimenti materni allo sviluppo specifico di una regione chiave del cervello, quella dell’ippocampo. Lo studio fornisce prove concrete circa il fatto che l’ippocampo (area del cervello fondamentale nella gestione dell’apprendimento, della memoria e dello stress), cresca più sano e meglio sviluppato nei bambini che ricevono e un accudimento più attento da parte della madre.
Nei primi anni di vita il bambino ha un cervello plastico, in grado di formare continuamente nuove connessioni. Quindi che gli stimoli materni contribuiscano all’aumento di questo network, favorendone lo sviluppo delle sinapsi dell’ippocampo, è una cosa certa.

Fonte:http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/2012/02/05/news/amore_materno-29185422/

Per tutte le mamme in attesa che desiderano iniziare da subito un reciproco e precoce legame d’amore con il piccolo favorendo  il processo di attaccamento, consigliamo  due strumenti appositamente studiati per il delicato periodo primale basati sul canto materno e la musica: il Grembo ArmonicoGravidanza con la Musica.

Per chi avesse domande specifiche su questo aspetto può scriverle nella nuova sezione del blog  Gravidanza in  musica  al Servizio gratuito di consultorio musicale per le mamme in attesa, dove Filippo Massara  e Claudia Boni saranno lieti di dare personalmente una risposta alle vostre domande.

Gli effetti della musica nella vita intrauterina

articolo di Filippo Massara

Da quando il noto medico-musicoterapeuta francese Alfred Tomatis, negli anni sessanta, orientò le sue ricerche sul suono al rapporto di quest’ultimo con la vita intrauterina, e stabilì alcuni principi sull’importanza della musica per lo sviluppo fetale, molti studi e approfondimenti sono stati compiuti. Oggi la comunità scientifica è concorde nel ritenere che – come dice il prof. D.Chamberlain – “i bambini non ancora nati sono sensibili, coscienti, comunicativi, intelligenti”.

Durante la vita intrauterina si è notato che nelle ultime 24 settimane gli organi sensoriali dell’udito del nascituro sono anatomicamente formati e funzionanti. Il piccolo è in grado di memorizzare ciò che ascolta e una volta nato ricorda le esperienze sonore prenatali e ne viene gratificato ogni volta che ha la possibilità di riascoltarle. Per queste ragioni in diversi reparti di neonatologia (in Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone) ai piccoli nati prematuri o con qualche problema patologico si fanno ascoltare le registrazioni della voce materna e delle musiche propostegli negli ultimi mesi di gestazione. Sulla base di questi suoni, il piccolo, a intervalli regolari , viene trattato con dolci tocchi manuali. I risultati di questo tipo di massaggi sono strabilianti. Così li riassume il prof. M.Couronne: “Dopo pochi minuti il respiro e la frequenza cardiaca del piccolo si regolarizzano, il colorito torna alla normalità e sono evidenti i segni dello stato di benessere”.

Ma il tocco materno è fondamentale anche per i neonati che non presentino situazioni critiche, ma siano semplicemente agitati per coliche gassose, per difficoltà di sonno, perché ancora traumatizzati dalla nascita. Il tocco manuale sul petto, sull’addome, sulle gambe stimola il rilascio di neuropeptidi che inviano messaggi all’ipotalamo e al sistema immunitario, regolando il peso, il sonno, la respirazione e nello stesso tempo favorendo una reazione armonica con la madre o i genitori. Il tutto si manifesta con un espressione beata sul volto del piccolo.
Altrettanto interessanti sono state le ricerche e i risultati di un gruppo di studiosi guidati dal prof. Brent Logan, direttore dell’istituto di prenatalità di Shohomish (Stato di Washington) sulla stimolazione sonora nell’ultima fase prenatale e postatale con suoni di musiche percussive il cui ritmo non si discosti da quello del cuore umano. Favoriscono lo sviluppo delle sinapsi e dei collegamenti neuronali.

Da qualche decina d’anni, sotto la spinta delle esperienze straordinarie del prof. L.Leboyer e dei suoi allievi, anche nella cultura occidentale è stata introdotta la millenaria abitudine del canto materno come un momento importante e salutare per la madre e il piccolo nella preparazione al parto. E’ l’esperienza del “canto carnatico“, così chiamata perché originaria dell’India meridionale.Così la maestra di canto prenatale Marie-Louise Aucher riassume l’importanza del rapporto madre-figlio attraverso il canto. “Il canto materno sollecita ampie possibilità nella percezione di se. Tutto il sistema neurocerebrale e di conseguenza il sistema immunitario del piccolo ne avranno un beneficio immenso che si rifletterà sul suo futuro sviluppo”.

Il canto di alcune ninna-nanne, preceduto da alcuni esercizi di rilassamento e di respirazione “vibrata” consente alle madri di rilassarsi e di respirare più profondamente senza sforzo. Ne traggono giovamento sia il corpo della madre sia quello del piccolo: maggiore ossigenazione e maggiore elasticità del diaframma (importante per il parto). Il suono della voce, vibrando anche nell’interno del corpo della madre, costituisce un sottile e benefico messaggio sia per lei sia per il nascituro.
Aldilà di ogni esperienza musicale, utilissima, come si è potuto capire per lo sviluppo del piccolo, non si dimentichi mai che nessuna musica può sostituire la voce materna, con quel timbro particolare, che il bimbo conosce e riconosce da quando si sviluppa nella sua “casa placentale”.

Parlate dunque, cantate, sorridete, mormorate nenie e filastrocche, perché il suono della voce materna è il filo conduttore e l’ancora della vita del piccolo prima e dopo la nascita.