Partorire senza paura, nuovo corso a Suzzara (MN)

partorire senza pauraSette incontri dedicati al momento più emozionante della propria vita. Ostetrica, Osteopata, Nutrizionista e insegnante Yoga, vi guideranno in questo percorso ciascuna secondo le proprie specifiche competenze, dedicando tempo alla percezione dei cambiamenti del corpo, alle emozioni e alla delicata comunicazione mamma-bimbo, per arrivare al momento del parto serene, preparate e consapevoli di quello che si sta vivendo, con le energie giuste,per affrontrlo controllando il dolore…..

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Taglio immediato del cordone ombelicale

Articolo tratto da:Universomamma.it

In una lettera aperta una famosa ostetrica statunitense, Robin Lim, pluripremiata per aver portato soccorso in territori devastati dai conflitti e disastri ambientali,  meglio conosciuta come Ibu Robin (madre Robin), ha voluto dire la sua, forte di anni e anni di esperienza,  sui diritti dei bambini appena nati.

Lei sottolinea come gli adulti siano i custodi dei piccoli, e in quanto tali debbano pensare innanzitutto alla loro salute.

Parlando di donazione del sangue, Ibu Robin ci ricorda che che i bambini sotto i 18 anni non possono donare il sangue, poiché esse devono rispondere a determinare condizioni:

  • i donatori devono avere un peso minimo di 50 Kg.
  • le donazioni non devono superare lo 0,5, ovvero 1/10 della media del volume di sangue di un adulto.

Questo però contrasta con il fatto che ai neonati venga negato fino a 1/3 del volume del loro sangue.

Alla nascita il volume del sangue dei piccoli è di 78 ml/kg, quando il clampaggio del cordone ombelicale viene ritardato di 5 minuti il volume del sangue cresce e raggiunge i 126 ml/kg. Questa trasfusione placentare tocca quota 168 ml per un piccolo di circa 3,5 kg.

Ciò dimostra che per i bimbi non sussiste nessun vantaggio quando il loro cordone ombelicale viene reciso subito dopo la nascita. Tra l’altro diversi studi hanno dimostrato che si tratta di una pratica dannosa.

Benefici derivanti dal non tagliare subito il cordone ombelicale

Come accennato numerose ricerche indicano che ritardando il clampaggio dell’ombelico i bambini:

  • avrebbero una nascita meno traumatica
  • avrebbero meno emorragie endocraniche
  • guadagnerebbero maggiori riserve di ferro fino a 8 mesi
  • godrebbero di una migliore salute
  • avrebbero un’aumentata immunità
  • svilupperebbero più intelligenza
  • godrebbero di una potenziale maggior longevità.

L’atto di clampare il cordone ombelicale è, di fatto, una piccola operazione, e non ha una pratica molto lunga: ha ricevuto una spinta negli anni Sessanta quando si pensava che prevenisse l’ittero, ma in realtà si è scoperto che non vi è alcun legame.

Un’ulteriore tesi a favore del clampaggio è quella per cui si pensa possa prevenire la policitemia o l’eccesso di emoglobina. Ma anche questo, secondo Ibu Robin, non giustifica la prevaricazione effettuata sugli inermi bambini alla nascita.

Perché nessuno si ribella?

Fa specie che nessuno abbia mai messo in questione il clampaggio immediato e che, nonostante diverse indagini scientifiche dimostrino la sua dannosità, nessuno protesti.

In pratica nessuno si chiede cosa ne sia dei diritti del bambino. Nel 1995 l’Associazione Americana di Ginecologia ed Ostetricia pubblicò una lettera in cui veniva molto raccomandato il taglio immediato del cordone ombelicale per studi riguardo il gas nel sangue. In seguito però il bollettino è stato ritirato.

Studio: ritardare o evitare di tagliare cordone ombelicale

Un piccolo studio effettuato presso la casa del parto indonesiana di Bumi Sehat, in cui Ibu Robin opera da oltre 20 anni, ha indicato che nei bimbi che hanno ritardato il clampaggio alla nascita non vi è stato incremento di valori riguardanti l’itterizia

Anzi, i piccoli che soffrono di anemia per il clampaggio immediato hanno meno energie per cercare nutrimento nella madre e sono più deboli.

Inoltre, in tale casa del parto, dove non si taglia il cordone alla nascita, i neonati possono stare a stretto contatto pelle a pelle con la madre, e ciò elimina o riduce un potenziale trauma dovuto alla nascita.

Secondo quanto riporta Ibu Robin, infatti, presso la casa di parto si aspettano come minimo 3 ore, e comunque non si interviene prima che ogni minima pulsazione sia terminata.

Lo stesso Darwin sosteneva nel 1801: “Per il bambino una cosa molto dannosa è quella di clampare e tagliare il cordone ombelicale troppo presto. Dovrebbe essere lasciato, non solo fino a che il neonato abbia ripetutamente respirato, ma fino a quando siano completamente cessate le pulsazioni. Altrimenti il bambino rimane molto più debole perché gli viene a mancare una parte di sangue che gli appartiene e che invece resta nella placenta“.

Infine se a molti genitori viene chiesto di donare il sangue ombelicale dei figli per la ricerca, perché nessuno si interroga sull’utilità del sangue ombelicale per gli stessi bimbi?

Il taglio immediato o prematuro del cordone ombelicale è la più grande, maggiormente diffusa e medicalmente sancita violazione dei Diritti Umani del Neonato sul Pianeta” si legge alla fine di questa lettera pubblicata sul blog partocantato.

 

Gravidanza e stress

stress-gravidanzaDurante il periodo della gravidanza, già a partire dalla diciassettesima settimana, il feto può percepire e forse subire lo stress sofferto dalla futura mamma.

A sostenerlo sono i ricercatori dell’Imperial College di Londra, autori di uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Clinical Endocrinology.

Le donne in dolce attesa rischiano quindi di trasferire lo stress ai propri figli molto prima di quanto si immaginasse finora. Già dalla diciassettesima settimana, la placenta fa infatti passare un quantitativo significativo di cortisolo, comunemente definito come ”ormone dello stress”. Per misurare la concentrazione di questa sostanza, i ricercatori hanno analizzato campioni di liquido amniotico, dimostrando tra l’altro l’efficacia di una procedura molto meno invasiva rispetto al prelievo di sangue fetale.

La ricerca ha coinvolto ben 267 donne in gravidanza, un numero sufficiente a confermare la correlazione tra i livelli di cortisolo riscontrato nel sangue materno e quelli registrati analizzando il liquido amniotico.

Ora, gli scienziati sono però impegnati a capire quanto la concentrazione dell”’ormone dello stress” possa incidere nella vita del bambino, cercando di scoprire se esiste una relazione significativa tra esposizione al cortisolo e predisposizione allo stress. La ricerca inglese conferma quanto già anticipato ed intuito da oltre un decennio dalla pratica clinica in psicoterapia, dove il vissuto e le esperienze della vita intrauterina mostrano di essere fortemente impresse nella memoria cellulare degli individui e condizionano la loro vita da adulti.

Proprio per proteggere mamme e piccoli in questo delicato periodo, proponiamo già da parecchi anni vari  percorsi :

Benvenuto Fratellino, benvenuta sorellina

Benvenuto Fratellino, benvenuta sorellina

Favorire l’accoglienza del nuovo nato e la relazione tra fratelli

collana: Il bambino naturale

pagine: 235

anno pubblicazione: 2013

ISBN: 9788865800577

autori: Giorgia Cozza

È possibile ordinare  il libro qui

C’è un bimbo in arrivo! Un libro che si concentra sulla bellezza e la profondità del legame fraterno. Perchè un fratello è un dono. Per la vita. La nascita di un bambino è un evento di grande gioia per tutta la famiglia. Un evento che può essere vissuto con partecipazione ed entusiasmo anche dal primogenito se accompagnato in questa esperienza dall’affetto e dalla comprensione di mamma e papà.

Quando la famiglia cresce, genitori e figli sono chiamati a trovare un nuovo equilibrio. Come aiutare il primogenito ad affrontare il cambiamento con serenità? Dopo la nascita come gestire le esigenze di due o più bimbi di età diversa? E, ancora, quali accorgimenti possono favorire l’intesa tra fratelli e sorelle nell’infanzia?

Benvenuto fratellino Benvenuta sorellina risponde ai dubbi e agli interrogativi dei genitori, offrendo utili informazioni e suggerimenti pratici per coinvolgere i fratelli maggiori nell’attesa e nell’accoglienza del nuovo nato.

Gli interventi degli esperti – psicologi e pedagogisti –  indicano come gestire la situazione se il bambino è in difficoltà (ad esempio in caso di regressione o gelosia intensa). E per le mamme che stanno allattando quando scoprono di essere nuovamente in attesa, le dritte di ginecologi e consulenti in allattamento.

Con tanti suggerimenti per favorire l’armonia tra fratelli nel corso dell’infanzia e gestire con serenità i conflitti, vivendoli come un’opportunità di crescita e una palestra per sviluppare preziose competenze sociali.

Il volume è arricchito da numerose testimonianze di genitori (di due, tre, quattro, cinque e più figli!), tante voci che confermano il detto semplice ma profondamente vero: quando arriva un nuovo bimbo, l’amore non si divide, si moltiplica!

Un libro che si concentra sulla bellezza e la profondità del legame fraterno. Perchè un fratello è un dono. Per la vita.

 L’autrice

Giorgia Cozza, giornalista comasca collabora con varie riviste specializzate occupandosi di gravidanza, allattamento, psicologia, salute della mamma e del bambino. Vive in Valtellina da vent’anni.

È autrice di vari testi dedicati ai genitori: E adesso… cresco, E adesso… regole (Sfera-RCS, 2007 e 2012), Bebè a costo zero (Il leone verde, 2008 e Mondadori 2012), Quando l’attesa si interrompe (Il leone verde, 2010), Goccia di vita (Ave, 2010), Me lo leggi? (Il leone verde, 2012), Allattare e lavorare si può (Da mamma a mamma, 2012), Allattare è facile! e La pappa è facile! (Il leone verde, 2012), Benvenuto fratellino Benvenuta sorellina (Il leone verde, 2013).

È co-autrice di Allattamento al seno (De Agostini, 2011).

FORMAZIONE SICURA PER I GENITORI, PREVENZIONE PER IL PICCOLO

Non è infrequente che le future mamme, ma anche i padri, a mano a mano che il piccolo si sviluppa nel grembo materno, siano preda di una serie di interrogativi che coinvolgono l’emotività e creano molti dubbi.

-Sarò un buon genitore ? Come sarà il rapporto di coppia dopo la nascita?

– Ho abbastanza amore da dare a mio figlio ?

– Come è possibile dare amore a una creatura così piccola e accorgersi che lo riceve e lo apprezza?

– Come mi sentirò quando dovrò rinunciare agli impegni professionali?

– Quali cambiamenti subirà il mio corpo dopo la gravidanza e il parto ?

– Ci saranno complicazioni durante il parto? E se il piccolo nascesse già malato?

– Come dovremo comportarci con un bambino così piccolo?

E’ anche l’epoca in cui si analizzano i rapporti con i genitori e si riaccendono i ricordi dell’infanzia, con gioie, paure, delusioni, rabbie.

– Seguiremo gli esempi educativi dei nostri genitori e sceglieremo un altra via che ci soddisfi di più e più adatta ai tempi in cui viviamo?

 Perché possa costruirsi un rapporto con il bambino e in lui si sviluppi un legame sicuro, bisogna concentrarsi sui concetti di amore e di fiducia.

Queste due pietre basilari per il futuro del piccolo hanno la loro origine nell’armonia del rapporto tra la madre e il padre.

Il tempo della gestazione non sarà soltanto quello degli interrogativi, dei timori, delle ansie, che a volte si trasformano in stati di stress prolungato.

Sarà invece il tempo dell’approfondimento di sé e del rapporto a due.

E’ l’occasione per scoprire la profondità del legame, la solidità di un amore completo senza riserve, ma anche per scoprire e rivelare l’uno all’altro i traumi irrisolti. I genitori che hanno interiorizzato fino dalla prima infanzia un modello di legame insicuro, hanno maggiori difficoltà nell’individuare le necessità del nuovo nato. Di qui si sviluppano, fino dalla vita fetale, dei legami insicuri e si attivano quei disturbi dell’attaccamento che danneggiano il piccolo.

Purtroppo si pongono anche le basi perché il disturbo dell’attaccamento si ripeta di generazione in generazione.

L’insicurezza della relazione, la difficoltà di attaccamento, comporta per il piccolo alcuni rischi che influenzeranno la sua crescita: sviluppo più lento dal punto di vista emotivo e motorio, impossibilità di immedesimarsi nei pensieri e nelle intenzioni degli altri, grande fatica nell’allacciare rapporti basati sull’empatia e sulla fiducia, aggressività in occasione di situazione di conflitto.

Tutti questi elementi negativi fanno di questi bambini dei soggetti che possono sviluppare dei disturbi psichici.

Per queste ragioni, nel 2005, all’Università di Monaco di Baviera,il prof.K.H. Brisch, esperto dei disturbi di attacamento, ha creato il SAFE (Formazione Sicura per i Genitori). SAFE è il titolo del suo libro tradotto in italiano, per le edizioni Fioriti.

K.H.Brisch SAFE – Formazione sicura per i genitori – G.Fioriti editore

Nuova sentenza per indennizzo dei danni da vaccinazione ” non obbligatoria”

La legge prevedeva fino ad ora solo  l’indennizzo per i danni da vaccinazione “obbligatoria”, mentre  questa sentenza lo allarga anche a quelle “consigliate per pubblica utilità”. Finalmente si è chiarito il perchè, campagne vaccinali fortemente consigliate, non fossero obbligate dalla Sanità ma erano fatte per  agevolare i guadagni delle Aziende senza rispondere dei danni provocati dal vaccino….

Un buon accudimento materno favorisce nei bambini una migliore gestione dello stress e dell’apprendimento

Da molti anni ormai autorevoli voci nel campo della scienza continuano ad  affermare che lo sviluppo armonioso della personalità di un individuo dipenda principalmente da un adeguato attaccamento e da un forte rapporto affettivo con la figura materna o un suo sostituto, durante tutto il periodo primale (periodo che và dal concepimento fino al compimento del primo anno del bambino).

La  teoria “dell’attaccamento primario”, elaborata già negli anni ’60 dallo psicanalista britannico John Bowlby, aveva concluso che il neonato è un mammifero e che, come tutti i mammiferi, soprattutto nel primo anno di vita, deve continuare ad essere trattato come se si trovasse ancora nel grembo materno,   con un continuo e forte contatto epidermico con la madre.

E’ di pochi giorni fa, invece, la notizia ufficiale pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences , della  ricerca effettuata dalla Washington University School of Medicine di St. Louis , che lega gli accudimenti materni allo sviluppo specifico di una regione chiave del cervello, quella dell’ippocampo. Lo studio fornisce prove concrete circa il fatto che l’ippocampo (area del cervello fondamentale nella gestione dell’apprendimento, della memoria e dello stress), cresca più sano e meglio sviluppato nei bambini che ricevono e un accudimento più attento da parte della madre.
Nei primi anni di vita il bambino ha un cervello plastico, in grado di formare continuamente nuove connessioni. Quindi che gli stimoli materni contribuiscano all’aumento di questo network, favorendone lo sviluppo delle sinapsi dell’ippocampo, è una cosa certa.

Fonte:http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/2012/02/05/news/amore_materno-29185422/

Per tutte le mamme in attesa che desiderano iniziare da subito un reciproco e precoce legame d’amore con il piccolo favorendo  il processo di attaccamento, consigliamo  due strumenti appositamente studiati per il delicato periodo primale basati sul canto materno e la musica: il Grembo ArmonicoGravidanza con la Musica.

Per chi avesse domande specifiche su questo aspetto può scriverle nella nuova sezione del blog  Gravidanza in  musica

al Servizio gratuito di consultorio musicale per le mamme in attesa, dove il sig. Filippo Massara sarà lieto di dare personalmente una risposta alle vostre domande.