La voce del papà durante gravidanza

Se la voce della madre è senza dubbio la carezza più gradita del bambino, diverse ricerche hanno dimostrato che anche il padre parlando può iniziare un contatto con il proprio figlio. Nei casi studiati si è osservato che il bambino, sollecitato in utero dalla voce del padre che gli diceva semplicemente delle parole in modo dolce e sereno, era capace di riconoscere quella voce e di reagire
emotivamente poche ore dopo la nascita. Infatti se il bambino piangeva la voce del padre riusciva a calmarlo, in quanto quel gradevole suono familiare lo rassicurava dandogli un senso di protezione.
Sappiamo che le frequenze basse sono quelle che giungono con maggior facilità al feto attraverso il filtro del liquido amniotico.  La percezione diventa più chiara quando la voce risuona a una distanza di 10-20 cm. dalla pancia. Se il padre parla vicino al bambino, canta per lui, e se magari aggiunge il contatto della mano sul ventre, la sua presenza sarà ancora più diretta. Allora le risposte del feto non mancheranno, alcune molto evidenti come i calcetti e le capriole per avvicinarsi al punto di provenienza del suono e del contatto.
Ricordo che le frequenze più gravi come quelle del timbro della voce maschile, vibrano nella parte bassa del corpo del feto e soprattutto a livello osseo e muscolare, mentre le frequenze acute (quelle della madre) vibrano nella parte altra e a livello nervoso. Potremmo dire, quindi, che la voce maschile contribuisce al consolidamento della struttura corporea del bambino, offrendo così forza e stabilità.

Così il feto “canta” nel pancione

Articolo tratto da La Stampa

Sono accoccolati nel pancione della mamma, ma sembrano già sentire la musica e reagire ai suoni con dei movimenti simili al canto. Secondo un nuovo studio pubblicato su Ultrasound, questo accade già a 16 settimane di gestazione, se le note arrivano “dall’interno”. Per la prima volta gli scienziati dell’Institut Marquès di Barcellona hanno mostrato infatti che il feto sarebbe in grado di rilevare i suoni già a questa età, e soprattutto di reagire muovendo la bocca e la lingua. A mostrarlo è un video in 3 D realizzato dagli scienziati, che rimbalza sulla stampa internazionale e sta emozionando il web.

Le orecchie del piccolo si sviluppano completamente a 16 settimane, ma finora si riteneva che questo non potesse udire fino a 18-26 settimane di gestazione. Ora il team di Marisa Lopez-Teijon spiega di aver “fotografato” una risposta precoce alla musica trasmessa a livello intravaginale: il feto muove bocca e lingua come se cercasse di parlare o cantare. E smette quando si interrompe la musica. Una scoperta che, al di là dell’emozione nell’assistere a quella che appare come una precocissima risposta alla musica, potrebbe aprire la strada a nuovi metodi per consentire una diagnosi dei problemi di sordità già a livello fetale.

Partorirai con dolore….È forse una punizione Divina?

Assolutamente no! Anzi è uno strumento necessario affinchè il parto possa procedere al meglio e in modo naturale.

Il dolore del parto ha caratteristiche uniche in natura in quanto non è sintomo di alcuna patologia, ma un segno del naturale progredire della nascita. Si presenta come dolore intermittente, con pause tra una contrazione e l’altra dove il dolore arriva a scomparire completamente e garantisce l’avvio di una vera e propria forma di analgesia endogena naturale, ottenuta attraverso la produzione di endorfine, ovvero gli ormoni della felicità dotati anche di un potente effetto analgesico.

La funzione del dolore nel travaglio permette anche alla donna di ricercare la modalità di parto più funzionale,  cioè la posizione meno dolorosa utile al progredire corretto del travaglio, quella che favorisce la creazione di spazi adatti ad aiutare la fuoriuscita del bambino.

Il nemico del parto non è il dolore, ma la paura, l’ansia e la tensione. Reazioni queste che attivano nel nostro corpo un meccanismo che rilascia  altri ormoni che hanno l’effetto di difesa per “combattere” il pericolo percepito: il corpo si irrigidisce, fino ad aumentare il dolore e ostacolare il processo del parto.
Quando una donna è invece rilassata, il suo organismo rilascia gli antidolorifici naturali prodotti dal corpo stesso, le endorfine, che interagendo con altri ormoni contribuiscono a distendere i muscoli e facilitare il parto.

Esistono tecniche che aiutano a garantire una partecipazione attiva e consapevole della donna all’esperienza della nascita, favoriscono il rilascio di endorfine, sostituiscono le credenze negative apprese sul parto, offrono strumenti in grado di diminuire lo stress e risparmiare energia utile alla donna nel parto. Sono l’utilizzo corretto e consapevole della respirazione, il rilassamento, le affermazioni/visualizzazioni positive, l’ascolto musicale, il canto e le vocalizzazioni .

Ricorda che Il dolore del parto non potrà mai essere più grande di quello che una donna riesca a sopportare, semplicemente perché quel dolore è il tuo stesso corpo a produrlo. Come si potrebbe sopravvivere se dovessimo “subire passivamente” un dolore insopportabile? Ricorda che tu sperimenterai ondate di dolore ma dipende da te come affrontarle: lasciandole agire… tu diventi mare e non più la barca nella tempesta!

Percorso di accompagnamento prenatale/yoga in gravidanza

Yoga e Mindfulness in gravidanza

Progetto Genos

21078402_1787170594701309_8804050475514845382_n.png…Nutriamoli di musica, vibrazioni d’amore, coccole, stimoli psico-tattili, ascolto profondo, già a partire dalla gravidanza!

I nove mesi che precedono “L’incontro” tra madre  e piccolo, non devono essere vissuti come un semplice periodo di attesa, ma devono essere utilizzati per instaurare e coltivare un primo dialogo fra madre e figlio. La nascita allora potrà essere per entrambi il “ritrovarsi” di due esseri che si conoscono da tanto tempo e non hanno mai smesso di amarsi (Relier   J.P. amarlo prima che nasca – 1993)

Riteniamo che la musica e la vibrazione del canto materno siano il canale privilegiato di questa comunicazione non verbale tra il feto e la madre. Questi i percorsi che offriamo:

Accompagnamento prenatale/Yoga in gravidanza

Gravidanza con la musica

Grembo Armonico

Il Libro dell’amore e della Musica

Claudia Boni e Filippo Massara ( Progetto Genos )

Meno dolore e meno parti cesarei con lo yoga prenatale

pregnancy-picture-heart.jpgUno studio apparso nel dicembre 2018 sulla rivista specialistica The Journal of Alternative and Complementary Medicine, ha messo in luce gli effetti più che positivi dello yoga, quando praticato in gravidanza.

I ricercatori hanno arruolato duecento donne al settimo mese di gravidanza dividendole in due gruppi: nel primo è stato praticato yoga prenatale (sessioni di 30 minuti ogni due settimane), nel secondo no. Erano tutte donne alla prima gravidanza, che non avevano mai praticato yoga in precedenza e di età compresa tra 25 e 30 anni.

I risultati sono quelli di una migliore tolleranza al dolore tra chi aveva praticato lo yoga, e anche una minore richiesta di induzione del travaglio e di analgesici. Sembra inoltre che lo yoga abbia portato anche un altro importante beneficio: più parti per via vaginale e meno parti cesarei, e persino il numero di nascite sotto peso è risultato inferiore al gruppo di controllo che non aveva praticato yoga.

Lo studio è stato  condotto da un gruppo di ginecologi indiani (New Delhi e Mangalore). Vediamo meglio.

https://www.liebertpub.com/doi/abs/10.1089/acm.2018.0079?journalCode=acm

Il suono del battito cardiaco

L’ovulo fecondato pare sia  già in contatto con le pulsazioni del cuore materno, e con i movimenti uterini, addominali e respiratori della madre. L’istinto vitale del feto è quindi in relazione con i battiti del cuore materno che invia il sangue attraverso il  cordone ombelicale.

Al quinto mese di gravidanza si è già completata la struttura dell’udito e le ricerche più recenti confermano che dal sesto mese in poi il feto è continuamente in ascolto: i brontolii del ventre materno sono i più forti, mentre le voci della madre e del padre e altri rumori occasionali sono più leggeri.
Il suono predominante durante tutta la gravidanza è tuttavia il battito ritmico del cuore materno che, con il respiro della madre, costituiscono quell’insieme di stimoli ritmico-sonori e di continuo movimento che trasmettono al feto costante accompagnamento e sensazione di sicurezza

Il Libro dell’amore e della musica

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IL LIBRO DELL’AMORE E DELLA MUSICA

di Filippo Massara

Collana Progetto Genos

L’intensità affettiva della madre, il suo canto e l’ascolto dei suoni armonici sono fondamentali per lo sviluppo cerebrale, l’equilibrio emozionale e psichico del bambino, fino dall’inizio della vita.

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Il ventre di una donna, nell’epoca della gravidanza, è una culla di suoni che avvolgono il nascituro in un abbraccio, trasformandolo in un essere che si sviluppa nella fisicità
dell’ascolto.
Il suono e l’ascolto sono le matrici dei primi momenti relazionali necessari per l’equilibrio della specie umana.
La voce è la forma di suono che colpisce più intimamente la sensibilità dell’uomo, fino dall’inizio della sua esistenza, lasciando un segno profondo nel corpo, nella memoria,
nell’anima.
Il potere emozionante della voce agisce in noi come un richiamo irresistibile quando si presenta come il veicolo sonoro della tenerezza, nelle parole della madre e del padre, o negli slanci affettivi tra adulti.
In sintesi: l’essenza dell’esistere si concretizza e acquista profondità quando decidiamo di metterci in ascolto. Allora il canto, la musica, le voci, incominciano a smuovere delle
energie finalizzate alla trasformazione, che è il vero senso della vita.