Il Fluoro per i bambini e in gravidanza

Tanto si è già  parlato di questo argomento negli ultimi anni, e molto già si conosce, ma purtroppo sempre troppe  mamme mi riferiscono che viene consigliato loro  una fluoroprofilassi in gravidanza o per il loro bambino.

La fluoroprofilassi si insegna  e viene praticata ancora come soluzione definitiva per la prevenzione della carie, nonostante numerosi lavori scientifici ne provino l’inutilità e addirittura la sua dannosità .

Questo mi spinge a  condividere ancora una volta quanto ho potuto leggere e apprendere nel corso degli anni.

Come ricorda il dr. Antonio Miclavez, noto medico dentista, tutto è nato da una errata interpretazione fatta su una rivista di settore,  il Journal of American Dentistry,  di risultati effettuati nel 1938 dal dr. Cox; nonostante questi vennero poi smentiti  nel 1963 dal dipartimento di biochimica dell’Università del Minnesota , il danno era però ormai fatto.

Alcuni studi effettuati dalla Florida International  University dimostrano che  anche se assunto in piccole quantità il fluoruro di sodio provoca danni sensomotori alla vista con conseguente abbassamento dei tempi di reazione mentale e fisica per effetto sedativo e tranquillante che produce, causa stati confusionali, sonnolenza e svogliatezza, disturba il metabolismo indebolendo il sistema immunitario.

Secondo il dr. George Waldbott ci sarebbe poi un nesso tra la somministrazione prolungata di fluoro e problemi all’apparato muscolare quali debolezza muscolare, rotture e stiramenti di legamenti.

Sul British Medical Journal venne dupplicato uno studio a doppio cieco in cui risulta che in alcune centinaia di anziani a cui venne somministrata giornalmente una dose di 25 mg. di fluoruro di sodio, le fratture ossee spontanee era di gran lunga maggiori rispetto al gruppo a cui venne somministrato come placebo 30 mg. di bicarbonato di sodio.

Il dr. Forst capo della New York Division  Pupil Personel Service, dichiarò che in studi effettuati nelle città dove l’acqua veniva  arricchita artificialmente di fluoro, i bambini avevano il 40% in più di carie di bambini di altre città dove l’acqua non veniva trattata con il fluoro.

Il fluoro causerebbe anche numerosi danni fetali, in quanto l’accumulo di fluoruri nel corpo è concausa dell’insorgenza di mongolismo, alterzioni cromosomali, labbro leporino (H. Schal, Steyn).

Nei bambini piccoli invece secondo uno studio di Taka Mori esiste una correlazione evidente tra fluorosi nei bambini (denti con chiazze bianche dovute ai danni del fluoro) e danni al muscolo cardiaco . Il fluoro parrebbe sottrarre calcio alla sua funzione di mediatore delle contrazioni cardiache.

A partire dalla gravidanza fino all’età di 12 anni, periodo in cui tutti i denti si sono formati, le spremute e i centrifugati di frutta e verura fresche (carote, mele, pere, sedano) costituiscono la soluzione ideale per aiutare la calcificazione dei denti.

Attenzione invece al latte, latticini, yogurt che tendono paradossalmente a  peggiorare sia l’osteoporosi che la demineralizzazione dentale favorendo l’insorgere della carie . Per implementare il calcio sarebbe più opportuno seguire una alimentazione  ricca di cereali integrali, noci e semi crudi, frutta secca, verdure e semi oleosi (in particolare quelli di sesamo). Tra le vitamine è importante l’apporto di vitamina C in forma naturale, il limone ad esempio è alcalinizzante e aiuta a fissare il calcio. Tra i cereali il miglio è il più alcalino e ricco di silicio, oligoelemento fondamentale per fissare il calcio. Tra le bevande è da preferire il thè bancha ricco di sail minerali e di calcio. Oltre all’alimentazione è fondamentale anche  l’esposizione al sole e tante passeggiate  e  movimento, che aiutano  a fissare meglio il calcio sulle ossa . E fondamentale sarebbe anche eliminare tutti quegli  alimenti acidificanti che non ci permettono un corretto assorbimento di calcio  (ladri di calcio), evitando quindi  pomodoro,  caffè, cioccolata, alcolici,  fumo, zucchero bianco, farinacei raffinati (pane bianco , pasta bianca, prodotti da forno), e appunto il latte e suoi derivati .

Anche gli oligoeloementi utilizzati come fonte di supplementazione come  il calcio, fosforo e silicio sono utili e non dannosi per la prevenzione della carie.

Così come i sali di Schuessler nr. 1 ( fluoruro di calcio) nr. 2 ( fosfato acido di calcio)  nr. 7 (magnesio) e 11 (silicea) sono consigliati sia in gravidanza che in allattamento e fino all’età di 10 anni del bambino, anche altri rimedi omeopatici sono una valida alternativa  naturale al fluoruro come ad esempio il Car-Babycomp e il Dente Minerale.

Metodi naturali per far girare il feto dalla posizione podalica

La posizione podalica del feto è un fenomeno abbastanza comune, e fortunatamente esistono diversi metodi naturali per aiutare il bambino a girarsi con un’efficacia che va dal 70 al 90% dei casi.

Il periodo migliore per intervenire con questi metodi è dalla 32ma alla 37ma settimana di gestazione.

Poichè  il feto è in grado di sentire i suoni provenienti dall’esterno dell’utero, uno dei metodi può essere quello di  posizionare degli auricolari  che diffondono musica (magari quella che ha ascoltato durante la gravidanza) o ancora meglio la voce della mamma, nella parte bassa dell’addome,   incoraggiando  il feto a muoversi verso i suoni, lasciando così la posizione podalica.

Oppure si può utilizzare la moxa ( un sigaro fatto con foglie di artemisia che serve a scaldare un punto preciso) sui  mignoli dei piedi. Entrambi i metodi danno migliori risultati se effettuati con la madre in posizione supina e con le anche rialzate dal pavimento di almeno 30 cm, sostenuta da cuscini larghi, oppure con le gambe appoggiate sul sedile di una sedia in modo da avere il bacino sollevato da terra (tenendo sempre cuscini sotto la schiena come sostegno).

Praticando uno o entrambi i metodi (moxa o ascolto musicale/vocale) in questa posizione  per due o tre volte al giorno per circa 10-15 minuti ciascuna, entro breve tempo nella maggior parte dei casi  si ottengono i risultati sperati.

Esistono  anche alcuni rimedi omeopatici  efficaci nel modificare la presentazione podalica: quello più utilizzato è la Pulsatilla.

Interessante è poi sapere che a volte oltre a impedimenti reali al posizionamento cefalico possono subentrare anche  motivi ben diversi, tra cui alcuni, secondo la psicologia prenatale, potrebbero essere questi :

  • La madre ha perso precedentemente un bambino e gli ha inviato il messaggio di restare e di non muoversi, di non abbandonarla, accompagnato dall’emozione della paura costante.
  • Resta seduto perché non vuole uscire a causa di sfavorevoli circostanze esterne
  • Rimane in questa posizione perchè a livello inconscio la  madre non  desidera partorire naturalmente (ha paura)
  • La posizione in cui rivolge la schiena al mondo vuol dire forse  che vuole nascondersi, forse perché le aspettative sono diverse da quello che lui/lei è…..

Il più delle volte varrebbe la pena di pensarci su, nel suo profondo la madre conosce sempre  il vero motivo per cui il piccolo rimane in questa posizione.

I Fiori di Bach in gravidanza

I Fiori di Bach si sono rivelati molto efficaci per   facilitare, sostenere   e  accompagnare tutto il percorso che va dalla gravidanza  fino all’allattamento e i primi mesi di vita del neonato, ma anche dopo. Così come possono essere utili anche alla famiglia  intera (papà e altri figli) in questi momenti di cambiamento.

Il dr.Edward Bach,  affermava che la causa della maggior parte dei disagi fisici  è da ricercare nei conflitti non risolti e in stati d’animo negativi, affermazione che  oggi trova sempre maggiori conferme anche nella medicina ufficiale.

Una donna che attende un figlio, sicuramente vive una fase di grande vulnerabilità, con umori altalenanti e  atteggiamenti ansiosi,  senza contare poi che potrebbe anche  andare incontro a problemi contingenti che possono creare reazioni a volte importanti.

Le essenze floreali sono di grande aiuto per  aiutare a  rasserenare e ad equilibrare gli stati d’animo infondendo un grande senso di protezione interiore e di forza quando la donna si sente esaurita.

I rimedi possono venir presi in diversi modi. Nel caso ci si trovi ad affrontare uno stato d’animo o un problema passeggero, il modo più semplice è mettere 2 gocce di ciascun rimedio scelto in un bicchiere d’acqua e sorseggiarla al bisogno, ( nei casi acuti anche ogni 5 minuti, ma comunque sempre  almeno 4 volte al giorno), fino a miglioramento. Nel caso si usi il Rescue Remedy*, mettere 4 gocce invece di 2.

Nel caso i problemi da affrontare siano di tipo cronico, è consigliabile preparare una bottiglietta del trattamento, molto più conveniente, che farà sì che le preziose boccette dei rimedi durino più a lungo. In questo caso, dovete semplicemente munirvi di una bottiglietta da 30 ml. con contagocce (potete trovarle in farmacia), mettervi 2 gocce di ciascun rimedio selezionato (4 gocce se utilizzate il Rescue Remedy) e riempirla per 3/4 con acqua minerale naturale e 1/4 con  brandy per la conservazione. Da questa bottiglietta prenderete poi 4 gocce 4 volte al giorno. Esistono in commercio anche dei fiori di Bach senza alcool all’interno ( es. ditta Solimè) in questo caso si può utilizzare come conservante per la bottiglietta  l’aceto di mele.

Senza l’utilizzo del conservante, usando solo l’ acqua, la durata di una bottiglietta del trattamento, se tenuta in frigorifero, sarà di circa 2-4 settimane.

*Il Rescue Remedy è il rimedio di emergenza,  è, in realtà, un rimedio composto da cinque rimedi floreali singoli: Star of Bethlehem per lo shock, Clematis per lo smarrimento, Impatiens per l’agitazione, Rock Rose per il terrore e Cherry Plum per non perdere il controllo.
Naturalmente, non è una panacea ed è sempre meglio trattare le cause che sono alla base degli stati emotivi con i rimedi singoli. Tuttavia, quando la situazione diventa critica, può essere il momento giusto per il Rescue Remedy. Certamente, dovrebbe far parte del ‘corredo’ che teniamo pronto in auto per l’eventuale corsa in ospedale, nel cuore della notte. Quattro gocce in una tazza d’acqua o su una compressa fredda aiuteranno il papà a tenere i nervi saldi nell’imminenza del parto. E, se riesce a carpirgli la bottiglietta, anche la mamma ne potrà ottenere un valido aiuto nell’affrontarlo.

Vediamo quali sono i fiori specifici più indicati:

Elm:  quando c’è sovraccarico, la persona ha la sensazione di “in questo momento” non ce la faccio più, non si tratta di sfiducia o di timore e basta, ma è come se si fosse davanti ad una montagna, so che devo scalarla da sola, ma mi sembra  troppo sovraccarico emotivo o fisico. E’ per tutti quegli impegni che  “mi sembrano troppo, ma lo devo fare”, non è che con il fiore posso far sparire  la montagna , ma avrò le capacità, la pazienza, la forza e la costanza  per scalarla e se non ce la faccio mi siedo, attendo che sia il momento migliore. Elm aiuta  affinché non ci si trovi improvvisamente davanti a tutti quegli eventi improvvisi e drammatici come black out, svenimenti ecc. Possono trarre beneficio da questo rimedio anche i “nuovi” papà, o i papà che devono badare agli altri figli, mentre la mamma incinta si riposa.

Mimulus: quando c’è paura del parto, del dolore, del medico, di qualcosa di definito, si possono  associare anche  i fiori Larch ed Elm nel caso si accompagni la sensazione di non essere all’altezza del compito.

Cherry plum: quando si ha la paura di perdere il controllo di sé stessi o della situazione

Willow:  quando ci si sente vittime del destino, si hanno rancori, aiuta a distendere

Impatiens: per chi sopporta male il dolore e per il dolore in caso di emergenza, irritabilità e impazienza

Holly: Quando ci si sente arrabbiati col mondo, si maledice il padre del bambino, tutti quelli che ci stanno intorno, si prova rabbia nei confronti di sè, si desidera che tutti stiano lontani. E’ anche il rimedio che aiuta i bambini che mostrano gelosia o risentimento verso il nuovo nato.

Gorse: per quelle situazioni in cui c’è disperazione e si sente di non poterne uscire

Pine: per i sensi di colpa ingiustificati

Aspen: paura di qualcosa che non c’è ancora, una paura di qualcosa che è ancora  vaga, paura di come sarà quando sarò madre, ecc.. paure incontrollabili che causano forte inquietudine e che  arrivano di notte. Calma l’angoscia e aumenta la fiducia interiore.

Oak:  Quando so che sarò l’unica che può portare a termine quel compito, quindi mi carico del peso e vado.

Wild oat: senso di insoddisfazione, di non essere sulla strada giusta, sarà il momento giusto o no? Crisi di smarrimento

Red chestnut: quando si hanno troppe preoccupazioni per il benessere degli altri, quindi i timori riguardano in modo eccessivo la salute del bimbo in arrivo . Questo fiore  aiuta a proiettare in modo positivo i pensieri per le persone che amiamo.

Walnut: protegge da influssi esterni e aiuta ad accettare i cambiamenti e a  dare il benvenuto a nuove situazioni nella vita  affrontando la fase di trasformazione.

Chicory: è per i bambini (o i papà) che amano sentirsi il centro dell’affetto familiare e si sentono rifiutati e feriti quando invece è il nuovo arrivato ad essere colmato di attenzioni

Crab Apple, il fiore del melo selvatico, sarà invece utile nell’accettare il proprio corpo e i suoi inevitabili mutamenti, spesso vissuti dalla donna come antiestetici, di cui invece andarne fiera

Durante il travaglio e immediatamente prima del parto è indicato Rescue remedy, somministrato preferibilmente puro, anche ogni mezz’ora, a cui aggiungere Aspen e Mimulus per le paure, ma anche Rock Rose se la donna comincia ad avere attacchi di panico. Per il dolore va bene Impatiens e Cherry plum mentre per il rischio di esaurimento energetico Olive. Walnut per rendere fluido e facile il parto

Dopo il parto, ma anche durante  è consigliabile offrire a mamma Star of Bethlehem , che allontana dall’inconscio eventuali traumi o esperienze spiacevoli, donando ad entrambi una rapida ripresa, permette di sopportare l’aspetto traumatico dell’evento e  assorbire eventuali elementi di disturbo dovuti a necessità di intervento medico eccetera. Gli effetti di questo rimedio arriveranno comunque anche al bimbo che succhia il colostro prima e  il latte poi e potrà essere aggiunto anche in alcune gocce all’acqua del bagno o all’olio per il massaggio.

Questo è solo uno dei tanti argomenti di cui si parla nel corso di Yoga in gravidanza

Gli effetti della musica nella vita intrauterina

articolo di Filippo Massara

Da quando il noto medico-musicoterapeuta francese Alfred Tomatis, negli anni sessanta, orientò le sue ricerche sul suono al rapporto di quest’ultimo con la vita intrauterina, e stabilì alcuni principi sull’importanza della musica per lo sviluppo fetale, molti studi e approfondimenti sono stati compiuti. Oggi la comunità scientifica è concorde nel ritenere che – come dice il prof. D.Chamberlain – “i bambini non ancora nati sono sensibili, coscienti, comunicativi, intelligenti”.

Durante la vita intrauterina si è notato che nelle ultime 24 settimane gli organi sensoriali dell’udito del nascituro sono anatomicamente formati e funzionanti. Il piccolo è in grado di memorizzare ciò che ascolta e una volta nato ricorda le esperienze sonore prenatali e ne viene gratificato ogni volta che ha la possibilità di riascoltarle. Per queste ragioni in diversi reparti di neonatologia (in Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone) ai piccoli nati prematuri o con qualche problema patologico si fanno ascoltare le registrazioni della voce materna e delle musiche propostegli negli ultimi mesi di gestazione. Sulla base di questi suoni, il piccolo, a intervalli regolari , viene trattato con dolci tocchi manuali. I risultati di questo tipo di massaggi sono strabilianti. Così li riassume il prof. M.Couronne: “Dopo pochi minuti il respiro e la frequenza cardiaca del piccolo si regolarizzano, il colorito torna alla normalità e sono evidenti i segni dello stato di benessere”.

Ma il tocco materno è fondamentale anche per i neonati che non presentino situazioni critiche, ma siano semplicemente agitati per coliche gassose, per difficoltà di sonno, perché ancora traumatizzati dalla nascita. Il tocco manuale sul petto, sull’addome, sulle gambe stimola il rilascio di neuropeptidi che inviano messaggi all’ipotalamo e al sistema immunitario, regolando il peso, il sonno, la respirazione e nello stesso tempo favorendo una reazione armonica con la madre o i genitori. Il tutto si manifesta con un espressione beata sul volto del piccolo.
Altrettanto interessanti sono state le ricerche e i risultati di un gruppo di studiosi guidati dal prof. Brent Logan, direttore dell’istituto di prenatalità di Shohomish (Stato di Washington) sulla stimolazione sonora nell’ultima fase prenatale e postatale con suoni di musiche percussive il cui ritmo non si discosti da quello del cuore umano. Favoriscono lo sviluppo delle sinapsi e dei collegamenti neuronali.

Da qualche decina d’anni, sotto la spinta delle esperienze straordinarie del prof. L.Leboyer e dei suoi allievi, anche nella cultura occidentale è stata introdotta la millenaria abitudine del canto materno come un momento importante e salutare per la madre e il piccolo nella preparazione al parto. E’ l’esperienza del “canto carnatico“, così chiamata perché originaria dell’India meridionale.Così la maestra di canto prenatale Marie-Louise Aucher riassume l’importanza del rapporto madre-figlio attraverso il canto. “Il canto materno sollecita ampie possibilità nella percezione di se. Tutto il sistema neurocerebrale e di conseguenza il sistema immunitario del piccolo ne avranno un beneficio immenso che si rifletterà sul suo futuro sviluppo”.

Il canto di alcune ninna-nanne, preceduto da alcuni esercizi di rilassamento e di respirazione “vibrata” consente alle madri di rilassarsi e di respirare più profondamente senza sforzo. Ne traggono giovamento sia il corpo della madre sia quello del piccolo: maggiore ossigenazione e maggiore elasticità del diaframma (importante per il parto). Il suono della voce, vibrando anche nell’interno del corpo della madre, costituisce un sottile e benefico messaggio sia per lei sia per il nascituro.
Aldilà di ogni esperienza musicale, utilissima, come si è potuto capire per lo sviluppo del piccolo, non si dimentichi mai che nessuna musica può sostituire la voce materna, con quel timbro particolare, che il bimbo conosce e riconosce da quando si sviluppa nella sua “casa placentale”.

Parlate dunque, cantate, sorridete, mormorate nenie e filastrocche, perché il suono della voce materna è il filo conduttore e l’ancora della vita del piccolo prima e dopo la nascita.

La vita prenatale è determinante per tutto il resto dell’esistenza dell’individuo

Esistono molti studi e ricerche al riguardo che dimostrano come spesso problemi psicologici, di relazione, di alimentazione dei bambini,  degli adolescenti e anche degli adulti,  a ben guardare si riferiscono sempre a problemi di relazione sorti nell’utero della madre

E’ importante  prendere da subito consapevolezza delle trasmissioni psichiche e verbali inconscie e non, che intercorrono tra mamma e bambino, già a partire dai primi mesi della gravidanzaccorre  instaurare col nascituro fin dal concepimento un rapporto profondo, perchè il bambino quando nasce ha già un passato di nove mesi che spesso determina quello che sarà la sua persona futura!

Gli ultimi studi rivelano infatti quanto spesso le dipendenze, i problemi di comunicazione e relazione con noi stessi e gli altri, e i disagi dell’età adulta, celino dei traumi rimossi avvenuti al momento della nascita o durante la vita prenatale. Tutto ciò che accade tra il concepimento e i primi anni di vita, lascia un segno indelebile sulla nostra “matrice” e pone le basi per possibili traumi successivi. Si potrebbe dire che così come veniamo concepiti, così come viviamo il periodo prenatale e soprattutto la nostra nascita, così ci ritroveremo poi a vivere e a sperimentare il mondo.

L’ansia e lo stress della madre si comunicano al nascituro già dai primi mesi di vita per via empatica, mediante un processo trasmissione psichica, ma anche via ormonale   (i suoi  ormoni dello stress  invadranno il sistema del bambino rendendolo nervoso ed eccitato ) e via battito cardiaco, se quest’ultimo è stato accelerato da uno spavento, anche il cuore del figlio comincerà a pulsare più velocemente. Fortunatamente  anche le emozioni gioiose della madre raggiungono il feto: le endorfine vengono inviate al figlio e lo rivitalizzano ogni volta che essa è felice o lo pensa con amore.

Ma ciò che mette in pericolo il bambino non sono certo gli stress occasionali,  lo potrebbe diventare invece un evento tragico o doloroso vissuto un tempo maggiore: quello che lo influenza negativamente  è soprattutto  il senso di abbandono che potrebbe vivere il feto in circostanze di stress prolungato della madre, la quale può rimanere tanto sconvolta da rinchiudersi in se stessa e dimenticare  il bambino.

E’ quindi sempre consigliato anche in caso di stress occasionali,  mantenere aperti i canali di comunicazione col figlio mandandogli messaggi amorevoli e rassicuranti; in questo modo egli non si sentirà solo e lo aiuteremo a non vivere lo stesso stato di stress  materno.

Le ricerche hanno inoltre confermato che i  bambini nati da madri che non li hanno vissuti affettuosamente durante la gestazione, ma li hanno semplicemente trasportati, senza porgere loro alcun  segno d’amore o gioiosa accettazione, sono bambini che presentano maggiore instabilità emotiva meno socievoli e più insicuri con problemi anche di alimentazione psicologico o fisico.

I genitori con l’arrivo del bambino hanno quindi la grande possibilità di guarire e comprendere innanzitutto i propri traumi e contemporaneamente di proteggere la specie donando ai nuovi arrivati più amore, attenzione e accettazione. Ricorda che il feto è sempre in ascolto e desideroso di comunicare con i suoi genitori, e anche se non comprende forse il significato delle parole materne/paterne, ne percepisce sicuramente le loro “vibrazioni” d’amore.

Il Grembo Armonico in versione online

Ora disponibile  anche nella versione on-line il Percorso “Grembo Armonico” !!!

Il Grembo Armonico è un modo nuovo di vivere la gravidanza e la vita prenatale e di progettare il futuro del bambino.

Un percorso organico, mirato alla stimolazione del feto e del neonato, con l’utilizzo di particolari formule musicali, studiate in funzione del progressivo sviluppo del sistema neurosensoriale e neurocelebrale del piccolo. Il tutto è completato da un programma di canto e di vocalizzazione della mamma, che le consente di offrire un “nutrimento” sonoro di alta qualità e di dare vita ad una precoce interazione affettiva tra lei ed il nascituro.

Nell’opera, che si presenta come una novità nel campo della preparazione alla gravidanza e al parto, hanno notevole rilevanza i CD 1 e 2, riservati alla stimolazione fetale, che contengono microstrutture musicali di pochi secondi, ripetute come “leit motiv” e progressivamente aumentano di durata, evolvendosi poi con il trascorrere delle settimane di sviluppo fetale. Si tratta di forme sonore ricavate da composizioni di autori classici della tradizione europea – Bach, Haydn, Vivaldi, Mozart e, con una ballata popolare, Bartòk – eseguite al violoncello, strumento ricco di armonici, le cui vibrazioni sono particolarmente positive, ora pizzicato, ora suonato con l’archetto.
Il programma è completato dal CD 3, dedicato agli ascolti della mamma e al benessere suo e del piccolo dopo la nascita (risveglio, allattamento, primi giochi, etc).

I traguardi che si prefigge il GREMBO ARMONICO possono riassumersi in:

* Sviluppare un reciproco legame di attaccamento e di amore tra la madre (ma anche il padre) ed il piccolo.
* Stimolare l’attività delle cellule e delle vie uditive del cervello del nascituro.
* Facilitare un precoce sviluppo delle abilità musicali del bimbo.
* Accrescere le possibilità della memoria e lo sviluppo delle abilità intellettive.
* Proteggere lo sviluppo prenatale del piccolo dall’eccesso di inquinamento acustico.
* Prevenire i possibili stati di stress materno prima e dopo la gravidanza.

Vai alla versione online del Grembo Armonico >>>>>

” GREMBO ARMONICO”

SET OPERATIVO ” GREMBO ARMONICO” (Ludi Sounds)

Il GREMBO ARMONICO è un modo nuovo di vivere la gravidanza e la vita prenatale e di progettare il futuro del bambino.

Un percorso organico, mirato alla stimolazione del feto e del neonato, con l’utilizzo di particolari formule musicali, studiate in funzione del progressivo sviluppo del sistema neurosensoriale e neurocelebrale del piccolo. Il tutto è completato da un programma di canto e di vocalizzazione della mamma, che le consente di offrire un “nutrimento” sonoro di alta qualità e di dare vita ad una precoce interazione affettiva tra lei ed il nascituro. Continua a leggere >>>