Un buon accudimento materno favorisce nei bambini una migliore gestione dello stress e dell’apprendimento

Da molti anni ormai autorevoli voci nel campo della scienza continuano ad  affermare che lo sviluppo armonioso della personalità di un individuo dipenda principalmente da un adeguato attaccamento e da un forte rapporto affettivo con la figura materna o un suo sostituto, durante tutto il periodo primale (periodo che và dal concepimento fino al compimento del primo anno del bambino).

La  teoria “dell’attaccamento primario”, elaborata già negli anni ’60 dallo psicanalista britannico John Bowlby, aveva concluso che il neonato è un mammifero e che, come tutti i mammiferi, soprattutto nel primo anno di vita, deve continuare ad essere trattato come se si trovasse ancora nel grembo materno,   con un continuo e forte contatto epidermico con la madre.

E’ di pochi giorni fa, invece, la notizia ufficiale pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences , della  ricerca effettuata dalla Washington University School of Medicine di St. Louis , che lega gli accudimenti materni allo sviluppo specifico di una regione chiave del cervello, quella dell’ippocampo. Lo studio fornisce prove concrete circa il fatto che l’ippocampo (area del cervello fondamentale nella gestione dell’apprendimento, della memoria e dello stress), cresca più sano e meglio sviluppato nei bambini che ricevono e un accudimento più attento da parte della madre.
Nei primi anni di vita il bambino ha un cervello plastico, in grado di formare continuamente nuove connessioni. Quindi che gli stimoli materni contribuiscano all’aumento di questo network, favorendone lo sviluppo delle sinapsi dell’ippocampo, è una cosa certa.

Fonte:http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/2012/02/05/news/amore_materno-29185422/

Per tutte le mamme in attesa che desiderano iniziare da subito un reciproco e precoce legame d’amore con il piccolo favorendo  il processo di attaccamento, consigliamo  due strumenti appositamente studiati per il delicato periodo primale basati sul canto materno e la musica: il Grembo ArmonicoGravidanza con la Musica.

Per chi avesse domande specifiche su questo aspetto può scriverle nella nuova sezione del blog  Gravidanza in  musica

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Lo sapevi che il dolore del parto è un dolore che contiene in sè anche gli strumenti per il suo superamento?

Le doglie come doni per le donne e i bambini.
Dunque, non di una condanna, bensì di un dono, di un privilegio, di un’ opportunità si tratta. Questa è l’interpretazione del dolore anche di un gruppo di nativi americani. Essi chiamano le doglie “i doni” per la donna, perché ogni contrazione uterina la sostiene nel suo dare la vita e la porta più vicina al suo massimo desiderio: il suo bambino; doni per il bambino, perché gli insegnano il ritmo della vita e lo preparano al suo essere nel mondo.

 Per i popoli nativi, il dolore del parto può essere trasformato in gioia proprio attraverso la crescente consapevolezza. Una donna che ha esperienza nell’esercizio di pratiche spirituali legate all’abbandono dell’ego, all’entrare in stati alterati di coscienza, all’unione con l’Universo, può affrontare il parto lasciandosi portare dalle contrazioni senza resistenza alcuna, quindi senza dolore, verso la nascita del suo bambino e accoglierlo in uno stato estatico.

(Jeannine Parvati Baker)

E’ fondamentale innanzitutto decodificare il messaggio del dolore per capirne la sua funzione, solo così è possibile una gestione più consapevole della fase della dilatazione e del parto e una accettazione gioiosa di quella che è una delle esperienze più esaltanti della  vita di una donna. Si tratta di un’ esperienza che ci mette in contatto con la nostra energia primordiale di inaudita potenza ma che contemporaneamente ci fornisce anche gli strumenti per affrontare questa prova.

Quindi si tratta di un tipo di dolore non fine a se stesso, come nel caso in cui ci si rompe un arto…. ma che ha uno scopo, il quale già da solo può esserci utile per attraversare meglio la fase più dolorosa della gravidanza,  e che, cosa più  fantastica, contiene in sé anche gli strumenti per i suo stesso superamento!

Ma vediamo come.

Il dolore fornisce il motivo alla donna per cercare posizioni, creare movimenti che favoriscano l’apertura del suo bacino e quindi  la discesa del bambino e al contempo questi stessi movimenti alleviano il dolore. Senza questo dolore la donna non saprebbe dunque come muoversi, cosa fare o come aprirsi per aiutare il piccolino ad uscire.

Il dolore inoltre ha un effetto fondamentale di stimolatore endocrino: stimola cioè la produzione di una sufficiente quantità di ormoni, che aiutano  il processo fisiologico del  parto. Ormoni come ad esempio la prolattina che favorisce  l’attaccamento tra madre e figlio, l’ossitocina un uterotonico naturale che favorisce le contrazioni  per la preparazione del canale del parto.  Grazie all’aumento di questi ormoni, durante la pausa tra una contrazione e un’altra, aumenterà anche la produzione di prostaglandine le quali promuovono la contrattilità dell’utero preparando la contrazione successiva, e le endorfine che creano una analgesia naturale proteggendo dal dolore anche il bambino. Le endorfine inducono inoltre nella seconda fase della dilatazione uno stato alterato della coscienza, necessario come inibitore neurocorticale per permettere l’abbandono totale di sè, l’apertura completa per aiutare la donna a farsi attraversare e a separarsi da bambino per poterlo poi accogliere nella vita.

Il dolore del parto permette inoltre alla donna di vivere l’esperienza più stravolgente e  di cambiamento interiore della sua vita: da figlia diventa madre . Il dolore le permette di vivere e di esprimere completamente questo passaggio che può essere considerato un passaggio iniziatico. Senza questa esperienza fisica di dolore, qualcosa di inespresso o inconscio potrebbe  lavorare all’interno della donna, apparentemente senza alcuna conseguenza , ma che prima o poi  potrebbe riemergere sotto qualche forma di depressione più o meno grave.

Cosa dire dunque dell’epidurale oggi così tanto ricercata dalla donna e spesso proposta da personale medico:  è uno dei più grandi esempi di medicalizzazione della nascita naturale che trasforma un parto fisiologico in una procedura medica.

  • Abbassando il rilascio di ossitocina e degli altri ormoni può contribuire  a rendere maggiormente difficile e doloroso espellere il bambino incrementando così il pericolo di un parto strumentale con forcipe o ventosa.
  • Rallenta il parto, rende insensibile il pavimento pelvico , strumento importante al fine di poter guidare la testa del bambino nella sua fuoriuscita, aumentando anche qui i casi di parto  strumentale o cesareo.
  • Aumenta il bisogno di ossitocina sintetica per favorire il parto, e la combinazione di queste due può causare anormalità del battito cardiaco fetale.

Sulla madre i problemi dell’epidurale possono essere: ipotensione, sciatalgia, nausea, vomito, febbre, emicrania che può durare anche fino a 6 settimane.

Ma allora può servire?  Forse a quelle partorienti che non riuscirebbero altrimenti a partorire naturalmente a causa di forti traumi pregressi o a causa di grossa,   ansia e stress….. La partoriente dovrebbe comunque sempre e in ogni caso  essere a conoscenza dei rischi a cui va incontro, e le aziende ospedaliere dovrebbero divulgare  una chiara e corretta informazione basata su evidenze scientifiche.

 

Consigli naturali contro la nausea gravidica

Quando parliamo di gravidanza, è  d’obbligo parlare anche di nausea, soprattutto durante i primi 3 mesi.

La nausea non è altro che una reazione fisica; il corpo evita ciò che sente pericoloso. Questa reazione è un mezzo che il nostro organismo ha a disposizione per evitare o liberarsi da sostanze per lui tossiche, a maggior ragione nel primo trimestre della gravidanza, periodo delicato in cui l’embrione si sta formando ed è necessario che nessun elemento nocivo lo raggiunga e possa interferire con questo processo. La presenza della nausea è quindi un segno complessivamente positivo, che l’embrione è vitale e interagisce con il corpo della madre.

Il consiglio è di fidarti dei tuoi istinti cercando di mangiare solo quello che assumi volentieri e che digerisci meglio.

Ecco comunque alcuni accorgimenti per alleviare questi disturbi:

  • mangiare frequentemente durante la giornata. Meglio spizzicare il cibo piuttosto che ingozzarsi. Trascorrere diverse ore a stomaco vuoto fa sì che si abbassi il tasso di glucosio e quindi che tu ti senta male. L’ideale è mangiare poco ma spesso.
  • preferire alimenti come fette biscottate o crackers oppure pane tostato che sono di grande giovamento in questi casi.
  • Mangiare lentamente masticando bene.
  • Eliminare cibi fritti grassi o troppo salati.
  • Mangiare finocchio, semi di finocchio o caramelle al finocchio
  • Buonissimi risultati si sono ottenuti anche con lo Zenzero tagliato a fettine fatto bollire in acqua calda come the e poi filtrata.
  • In alternativa si possono bollire 3 prugne umeboshi in 1 lt. di acqua, tenere il succo in frigorifero e berlo a necessità. Oppure masticare una prugna umeboshi al mattino a digiuno. ottimo anche contero l’acidità di stomaco ( sono in vendita anche delle pastiglie fatte di umeboshi, forse più pratiche per chi non ha tempo o dimestichezza)

Alimentazione in gravidanza

Naturalmente inutile dire che va sfatato il mito di mangiare per due durante la gravidanza. Ma essenziale è invece introdurre un cibo che sia di buona qualità,  meglio se biologico  e che non sia troppo raffinato privo cioè di tutte le principali  sostanze  nutritive che diventano doppiamente indispensabili durante la gravidanza.

Attenzione allo zucchero raffinato e ai cereali raffinati che per essere assimilati necessitano di molti sali minerali e vitamine depauperando così le scorte del nostro organismo, scorte chiaramente necessarie anche per il nostro piccolino. Meglio preferire allora cereali integrali o semi integrali o meglio ancora in chicchi (farro,avena,orzo,quinoa,miglio,ecc…); i carboidrati complessi quindi sono i migliori, e prevengono anche gli eccessivi sbalzi glicemici con conseguenti attacchi di fame improvvisa e desiderio eccessivo di dolci.

Supplementare poi con acidi grassi essenziali omega–3 ,contribuisce allo sviluppo del sistema nervoso del bimbo; sono detti essenziali, perché l’organismo non riesce a sintetizzarli, devi perciò assumerli con gli alimenti (pesce, oli vegetali, semi oleosi) o gli integratori specifici. Gli acidi grassi omega 3 sono soprattutto di origine ittica: essendone particolarmente ricchi i pesci grassi del nord,  non sarà quindi possibile farne un uso quotidiano, altrimenti finiamo con introdurre anche tutto il mercurio depositato nel fegato del pesce, e a questo punto il bilancio fra benefici e danni non è assolutamente a nostro favore. Quindi per quanto riguarda gli omega 3 l’unico vero acido grasso essenziale è il cosiddetto acido alfalinolenico,  presente nelle foglie verdi e in altissime concentrazioni nell’olio di lino da cui prende anche il nome, in alcuni semi e nelle noci soprattutto.

Per la tendenza all’anemia in cui spesso ci si trova durante la grvidanza, anzichè eccedere nel consumo della carne rossa che sovraccarica gli organi emuntori è consigliato consumare verdure a foglia verde (apportatrici anche di calcio), lenticchie, semi di zucca.

Questi ultimi, insieme ai semi di girasole e sesamo apportano anche zinco (ottimo per l’apparato riproduttivo) e la vitamina F ( azione antinfiammatoria e benefica per la pelle)

I semi oleosi andrebbero sempre tostati prima di mangiarli, perché crudi risultano difficili da digerire, oppure fatti bollire per qualche minuto, a meno che non si acquistino dei semi oleosi gia tostati.

Il gomasio è da preferire all’uso smodato di sale  è un condimento formato da semi di sesamo tostati e poco sale ; è una fonte ricchissima di calcio.

Va ridotto l’utilizzo di latticini o meglio eliminato per le donne che soffrono di ritenzione linfatica.

E che dire delle voglie…. è importante ascoltare il proprio corpo,  a volte rispecchiano un effettivo bisogno, ma  talvolta rappresentano solo un richiamo affettivo. Quindi è doveroso imparre a discernere fra i due richiami e prestare molta attenzione agli zuccheri cercando di accontentare comunque la voglia di dolce con alimenti più naturali possibili. Meglio non cedere ai dolci raffinati altrimenti il desiderio e il nervosismo normalmente aumentano invece di diminuire .
Per cui meglio aumentare più le proteine che tra l’altro aiutano a mantenere il peso e utilizzare tanti  cereali integrali che creano meno debolezza, ed eventualmente, se proprio il desiderio è irrefrenabile,  consumare dei dolci naturali senza zucchero raffinato (una buona alternativa sono i malti, il succo di agave, gli zuccheri integrali – quelli che si possono acquistare nei negozi di equosolidale e che presentano una caratteristica umiditàal loro interno- la sostituzione con frutta secca) burro ( puoi sostiruirlo con il ghee o con un buon olio vegetale biologico)  e a base di farine complete integrali e biologiche.

Mi raccomando se acquisti integrale assicurati sempre che sia biologico altrimenti rischi di introdurre un alimento che pensi sia sano e di aiuto al tuo intestino, ma che contiene al suo interno tutti gli antiparassitari che sono andati a depositarsi nella  buccia più esterna del cereale che essendo integrale non ne è stato privato!

Il Fluoro per i bambini e in gravidanza

Tanto si è già  parlato di questo argomento negli ultimi anni, e molto già si conosce, ma purtroppo sempre troppe  mamme mi riferiscono che viene consigliato loro  una fluoroprofilassi in gravidanza o per il loro bambino.

La fluoroprofilassi si insegna  e viene praticata ancora come soluzione definitiva per la prevenzione della carie, nonostante numerosi lavori scientifici ne provino l’inutilità e addirittura la sua dannosità .

Questo mi spinge a  condividere ancora una volta quanto ho potuto leggere e apprendere nel corso degli anni.

Come ricorda il dr. Antonio Miclavez, noto medico dentista, tutto è nato da una errata interpretazione fatta su una rivista di settore,  il Journal of American Dentistry,  di risultati effettuati nel 1938 dal dr. Cox; nonostante questi vennero poi smentiti  nel 1963 dal dipartimento di biochimica dell’Università del Minnesota , il danno era però ormai fatto.

Alcuni studi effettuati dalla Florida International  University dimostrano che  anche se assunto in piccole quantità il fluoruro di sodio provoca danni sensomotori alla vista con conseguente abbassamento dei tempi di reazione mentale e fisica per effetto sedativo e tranquillante che produce, causa stati confusionali, sonnolenza e svogliatezza, disturba il metabolismo indebolendo il sistema immunitario.

Secondo il dr. George Waldbott ci sarebbe poi un nesso tra la somministrazione prolungata di fluoro e problemi all’apparato muscolare quali debolezza muscolare, rotture e stiramenti di legamenti.

Sul British Medical Journal venne dupplicato uno studio a doppio cieco in cui risulta che in alcune centinaia di anziani a cui venne somministrata giornalmente una dose di 25 mg. di fluoruro di sodio, le fratture ossee spontanee era di gran lunga maggiori rispetto al gruppo a cui venne somministrato come placebo 30 mg. di bicarbonato di sodio.

Il dr. Forst capo della New York Division  Pupil Personel Service, dichiarò che in studi effettuati nelle città dove l’acqua veniva  arricchita artificialmente di fluoro, i bambini avevano il 40% in più di carie di bambini di altre città dove l’acqua non veniva trattata con il fluoro.

Il fluoro causerebbe anche numerosi danni fetali, in quanto l’accumulo di fluoruri nel corpo è concausa dell’insorgenza di mongolismo, alterzioni cromosomali, labbro leporino (H. Schal, Steyn).

Nei bambini piccoli invece secondo uno studio di Taka Mori esiste una correlazione evidente tra fluorosi nei bambini (denti con chiazze bianche dovute ai danni del fluoro) e danni al muscolo cardiaco . Il fluoro parrebbe sottrarre calcio alla sua funzione di mediatore delle contrazioni cardiache.

A partire dalla gravidanza fino all’età di 12 anni, periodo in cui tutti i denti si sono formati, le spremute e i centrifugati di frutta e verura fresche (carote, mele, pere, sedano) costituiscono la soluzione ideale per aiutare la calcificazione dei denti.

Attenzione invece al latte, latticini, yogurt che tendono paradossalmente a  peggiorare sia l’osteoporosi che la demineralizzazione dentale favorendo l’insorgere della carie . Per implementare il calcio sarebbe più opportuno seguire una alimentazione  ricca di cereali integrali, noci e semi crudi, frutta secca, verdure e semi oleosi (in particolare quelli di sesamo). Tra le vitamine è importante l’apporto di vitamina C in forma naturale, il limone ad esempio è alcalinizzante e aiuta a fissare il calcio. Tra i cereali il miglio è il più alcalino e ricco di silicio, oligoelemento fondamentale per fissare il calcio. Tra le bevande è da preferire il thè bancha ricco di sail minerali e di calcio. Oltre all’alimentazione è fondamentale anche  l’esposizione al sole e tante passeggiate  e  movimento, che aiutano  a fissare meglio il calcio sulle ossa . E fondamentale sarebbe anche eliminare tutti quegli  alimenti acidificanti che non ci permettono un corretto assorbimento di calcio  (ladri di calcio), evitando quindi  pomodoro,  caffè, cioccolata, alcolici,  fumo, zucchero bianco, farinacei raffinati (pane bianco , pasta bianca, prodotti da forno), e appunto il latte e suoi derivati .

Anche gli oligoeloementi utilizzati come fonte di supplementazione come  il calcio, fosforo e silicio sono utili e non dannosi per la prevenzione della carie.

Così come i sali di Schuessler nr. 1 ( fluoruro di calcio) nr. 2 ( fosfato acido di calcio)  nr. 7 (magnesio) e 11 (silicea) sono consigliati sia in gravidanza che in allattamento e fino all’età di 10 anni del bambino, anche altri rimedi omeopatici sono una valida alternativa  naturale al fluoruro come ad esempio il Car-Babycomp e il Dente Minerale.

Metodi naturali per far girare il feto dalla posizione podalica

La posizione podalica del feto è un fenomeno abbastanza comune, e fortunatamente esistono diversi metodi naturali per aiutare il bambino a girarsi con un’efficacia che va dal 70 al 90% dei casi.

Il periodo migliore per intervenire con questi metodi è dalla 32ma alla 37ma settimana di gestazione.

Poichè  il feto è in grado di sentire i suoni provenienti dall’esterno dell’utero, uno dei metodi può essere quello di  posizionare degli auricolari  che diffondono musica (magari quella che ha ascoltato durante la gravidanza) o ancora meglio la voce della mamma, nella parte bassa dell’addome,   incoraggiando  il feto a muoversi verso i suoni, lasciando così la posizione podalica.

Oppure si può utilizzare la moxa ( un sigaro fatto con foglie di artemisia che serve a scaldare un punto preciso) sui  mignoli dei piedi. Entrambi i metodi danno migliori risultati se effettuati con la madre in posizione supina e con le anche rialzate dal pavimento di almeno 30 cm, sostenuta da cuscini larghi, oppure con le gambe appoggiate sul sedile di una sedia in modo da avere il bacino sollevato da terra (tenendo sempre cuscini sotto la schiena come sostegno).

Praticando uno o entrambi i metodi (moxa o ascolto musicale/vocale) in questa posizione  per due o tre volte al giorno per circa 10-15 minuti ciascuna, entro breve tempo nella maggior parte dei casi  si ottengono i risultati sperati.

Esistono  anche alcuni rimedi omeopatici  efficaci nel modificare la presentazione podalica: quello più utilizzato è la Pulsatilla.

Interessante è poi sapere che a volte oltre a impedimenti reali al posizionamento cefalico possono subentrare anche  motivi ben diversi, tra cui alcuni, secondo la psicologia prenatale, potrebbero essere questi :

  • La madre ha perso precedentemente un bambino e gli ha inviato il messaggio di restare e di non muoversi, di non abbandonarla, accompagnato dall’emozione della paura costante.
  • Resta seduto perché non vuole uscire a causa di sfavorevoli circostanze esterne
  • Rimane in questa posizione perchè a livello inconscio la  madre non  desidera partorire naturalmente (ha paura)
  • La posizione in cui rivolge la schiena al mondo vuol dire forse  che vuole nascondersi, forse perché le aspettative sono diverse da quello che lui/lei è…..

Il più delle volte varrebbe la pena di pensarci su, nel suo profondo la madre conosce sempre  il vero motivo per cui il piccolo rimane in questa posizione.