Il Fluoro per i bambini e in gravidanza

Tanto si è già  parlato di questo argomento negli ultimi anni, e molto già si conosce, ma purtroppo sempre troppe  mamme mi riferiscono che viene consigliato loro  una fluoroprofilassi in gravidanza o per il loro bambino.

La fluoroprofilassi si insegna  e viene praticata ancora come soluzione definitiva per la prevenzione della carie, nonostante numerosi lavori scientifici ne provino l’inutilità e addirittura la sua dannosità .

Questo mi spinge a  condividere ancora una volta quanto ho potuto leggere e apprendere nel corso degli anni.

Come ricorda il dr. Antonio Miclavez, noto medico dentista, tutto è nato da una errata interpretazione fatta su una rivista di settore,  il Journal of American Dentistry,  di risultati effettuati nel 1938 dal dr. Cox; nonostante questi vennero poi smentiti  nel 1963 dal dipartimento di biochimica dell’Università del Minnesota , il danno era però ormai fatto.

Alcuni studi effettuati dalla Florida International  University dimostrano che  anche se assunto in piccole quantità il fluoruro di sodio provoca danni sensomotori alla vista con conseguente abbassamento dei tempi di reazione mentale e fisica per effetto sedativo e tranquillante che produce, causa stati confusionali, sonnolenza e svogliatezza, disturba il metabolismo indebolendo il sistema immunitario.

Secondo il dr. George Waldbott ci sarebbe poi un nesso tra la somministrazione prolungata di fluoro e problemi all’apparato muscolare quali debolezza muscolare, rotture e stiramenti di legamenti.

Sul British Medical Journal venne dupplicato uno studio a doppio cieco in cui risulta che in alcune centinaia di anziani a cui venne somministrata giornalmente una dose di 25 mg. di fluoruro di sodio, le fratture ossee spontanee era di gran lunga maggiori rispetto al gruppo a cui venne somministrato come placebo 30 mg. di bicarbonato di sodio.

Il dr. Forst capo della New York Division  Pupil Personel Service, dichiarò che in studi effettuati nelle città dove l’acqua veniva  arricchita artificialmente di fluoro, i bambini avevano il 40% in più di carie di bambini di altre città dove l’acqua non veniva trattata con il fluoro.

Il fluoro causerebbe anche numerosi danni fetali, in quanto l’accumulo di fluoruri nel corpo è concausa dell’insorgenza di mongolismo, alterzioni cromosomali, labbro leporino (H. Schal, Steyn).

Nei bambini piccoli invece secondo uno studio di Taka Mori esiste una correlazione evidente tra fluorosi nei bambini (denti con chiazze bianche dovute ai danni del fluoro) e danni al muscolo cardiaco . Il fluoro parrebbe sottrarre calcio alla sua funzione di mediatore delle contrazioni cardiache.

A partire dalla gravidanza fino all’età di 12 anni, periodo in cui tutti i denti si sono formati, le spremute e i centrifugati di frutta e verura fresche (carote, mele, pere, sedano) costituiscono la soluzione ideale per aiutare la calcificazione dei denti.

Attenzione invece al latte, latticini, yogurt che tendono paradossalmente a  peggiorare sia l’osteoporosi che la demineralizzazione dentale favorendo l’insorgere della carie . Per implementare il calcio sarebbe più opportuno seguire una alimentazione  ricca di cereali integrali, noci e semi crudi, frutta secca, verdure e semi oleosi (in particolare quelli di sesamo). Tra le vitamine è importante l’apporto di vitamina C in forma naturale, il limone ad esempio è alcalinizzante e aiuta a fissare il calcio. Tra i cereali il miglio è il più alcalino e ricco di silicio, oligoelemento fondamentale per fissare il calcio. Tra le bevande è da preferire il thè bancha ricco di sail minerali e di calcio. Oltre all’alimentazione è fondamentale anche  l’esposizione al sole e tante passeggiate  e  movimento, che aiutano  a fissare meglio il calcio sulle ossa . E fondamentale sarebbe anche eliminare tutti quegli  alimenti acidificanti che non ci permettono un corretto assorbimento di calcio  (ladri di calcio), evitando quindi  pomodoro,  caffè, cioccolata, alcolici,  fumo, zucchero bianco, farinacei raffinati (pane bianco , pasta bianca, prodotti da forno), e appunto il latte e suoi derivati .

Anche gli oligoeloementi utilizzati come fonte di supplementazione come  il calcio, fosforo e silicio sono utili e non dannosi per la prevenzione della carie.

Così come i sali di Schuessler nr. 1 ( fluoruro di calcio) nr. 2 ( fosfato acido di calcio)  nr. 7 (magnesio) e 11 (silicea) sono consigliati sia in gravidanza che in allattamento e fino all’età di 10 anni del bambino, anche altri rimedi omeopatici sono una valida alternativa  naturale al fluoruro come ad esempio il Car-Babycomp e il Dente Minerale.

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Vaccinazioni ai neonati. Scontro sull’antinfluenzale

Pronto il piano alla De Marchi: coinvolti 180 bimbi tra 7 giorni e sei mesi di vita. Il Mario Negri: un errore MILANO – L’utilità della vaccinazione contro l’influenza per i bimbi sani che non hanno ancora compiuto tre anni divide ancora la comunità scientifica: eppure ora si pensa già a vaccinare anche i neonati. È l’argomento su cui si dovrà esprimere il 20 ottobre il comitato etico del Policlinico. La sperimentazione è destinata, per la prima volta, ai bambini tra i 7 giorni e i 6 mesi di vita. L’obiettivo: valutare la sicurezza, la tollerabilità e il grado di efficacia del vaccino. Una scelta che, però, solleva perplessità tra gli esperti dell’Istituto farmacologico Mario Negri. Mai finora era stato considerato necessario somministrare l’antinfluenzale a quest’età: per i bimbi di età inferiore a 6 mesi non esiste praticamente nessun dato nella letteratura scientifica. Con il via libera del comitato etico lo studio, unico in Italia e tra i pochi al mondo, partirà alla clinica De Marchi (che fa parte, insieme alla Mangiagalli, del pool di ospedali collegati al Policlinico) a fine ottobre. I piccoli pazienti arruolati saranno 180. La durata della sperimentazione è di tre mesi. «È uno studio farmacologico di fase III (con farmaci considerati ragionevolmente efficaci e sicuri, ndr ), su base volontaria, randomizzato, no profit – dice Susanna Esposito, alla guida della Pediatria 1 della De Marchi -. L’arruolamento dovrà essere programmato in modo da includere 60 bimbi nati prima della 32ª settimana, 60 tra la 32ª e la 37ª e 60 oltre la 37ª». Prima di avviare qualsiasi fase dello studio, ai genitori saranno esposti dettagliatamente i possibili benefici e i rischi derivanti dalla partecipazione all’indagine. Ai bambini sarà somministrato il classico vaccino influenzale ma – anziché per via intramuscolare – per via cutanea. «La cute rappresenta un organo del tutto particolare – spiega Esposito -. Qui è contenuto un numero elevato di cellule coinvolte nella risposta immunitaria». Ogni anno l’influenza colpisce dal 10 al 30% della popolazione pediatrica. Ma tutte le raccomandazioni scientifiche internazionali escludono i neonati dall’elenco dei soggetti ai quali la vaccinazione deve essere somministrata, indipendentemente dal tipo di vaccino utilizzato. «Nelle loro linee guida sia l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sia i Centers for disease control (Cdc) di Atlanta consigliano la vaccinazione antinfluenzale solo a partire dai sei mesi di vita e solo per bambini con gravi malattie croniche polmonari, metaboliche, cardiovascolari, immunosoppressive e per coloro sottoposti a trapianto d’organo – sottolinea Maurizio Bonati, responsabile del Laboratorio per la Salute materno infantile del Mario Negri -. Per tutti gli altri, in particolare quelli tra i 6 mesi e i due anni, non ci sono indicazioni perché è difficile valutare la capacità di risposta immunitaria nei bimbi». Per i ricercatori che fanno capo alla Cochrane Collaboration, un punto di riferimento mondiale per gli studi sulla vaccinazione antinfluenzale, l’efficacia del vaccino sotto i 2 anni è praticamente nulla (ossia simile al placebo) perché i bimbi non riescono a produrre un risposta immunitaria adeguata. «È meglio vaccinare le donne in gravidanza – insiste Bonati -. È scientificamente provato che in questo modo si protegge anche il neonato per i primi sei mesi di vita. L’allattamento, inoltre, è la miglior protezione del neonato anche contro l’influenza». Simona Ravizza 10 ottobre 2011 13:18

Fonte: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_ottobre_10/vaccinazione-antinfluenzale-neonati-1901773343864.shtml

Allattamento: bada a come parli e bada a come scrivi!

A volte le informazioni fornite attraverso i media sortiscono un effetto diverso da quello voluto da chi le ha scritte: si vuole informare, aiutare, rassicurare, ma i contenuti e la forma di esposizione sembrano invece suscitare nei lettori, nella lettrice/madre reazioni di scoraggiamento, ansia, rifiuto.

Capita a volte di non avere sottomano le fonti per poter scrivere correttamente di alimentazione infantile oppure non si ha il tempo di indagare su una notizia arrivata in redazione con un comunicato stampa e occorre fidarsi.

Ecco il perchè della nascita di questo libretto in forma unicamente digitale  di 56 pagine , con i contributi dei migliori esperti italiani sull’allattamento che hanno collaborato (gratuitamente): uno strumento chiaro e veloce, con target rivolto proprio alla comunicazione ed ai giornalisti, ancora non esisteva, ed è la chiave di volta per fornire informazioni scientificamente fondate e per catturare l’interesse e l’apprezzamento dei lettori, in particolar modo delle madri che allattano.
Lo scopo di questo libretto realizzato in occasione della SAM – Settimana Mondiale dell’Allattamento 2011, è informare onestamente sull’allattamento i media e far aprire loro gli occhi su cose a cui magari non avevano mai pensato, come capita spesso in tanti settori a chi non è del mestiere. È rivolto anche al grande pubblico, specialmente alle famiglie, e viene lanciato in occasione della SAM con un comunicato stampa condiviso.
Potete trovarlo a questo link.

Buona lettura

Segnala alla ASL chi ti consiglia una marca di latte artificiale

Articolo tratto da: http://www.babyconsumers.it/2011/06/26/segnala-alla-asl-chi-ti-consiglia-una-marca-di-latte-artificiale/

Siamo un gruppo di associazioni che lavorano a promozione, protezione e sostegno all’allattamento al seno, e vogliamo chiederti:
• Quando hai partorito, alle dimissioni dall’ospedale ti hanno consegnato omaggi o campioni di prodotti per l’alimentazione infantile, oppure ciucci o biberon?
• Sulla lettera di dimissioni del tuo bambino/a era indicata la marca di latte artificiale da acquistare, in caso di bisogno, nonostante tu stessi allattando esclusivamente al seno?
• Quando il tuo bambino è stato dimesso prendeva latte artificiale e non ti è stato spiegato chiaramente come preparalo e conservarlo?
• In ospedale o dal tuo pediatra hai ricevuto indicazioni sull’allattamento che invece che favorirlo, lo ostacolano?

Devi sapere che la legge italiana vieta queste pratiche, in particolare, l’articolo 14 del Decreto n. 82 del 9 aprile 2009, afferma che:
• al momento della dimissione dai reparti maternità non debbano essere forniti in omaggio prodotti o materiali in grado di interferire in qualunque modo con l’allattamento al seno;
• le lettere di dimissione per i neonati non devono prevedere uno spazio predefinito per le prescrizioni dei sostituti del latte materno. Nei casi in cui tali prescrizioni si rendano necessarie per cause materne o neonatali, esse devono riportare l’indicazione all’uso del sostituto del latte materno nonché le informazioni congrue al suo più corretto utilizzo;
• va contrastata ogni forma di pubblicità, anche occulta, e di comportamenti ostativi alla pratica dell’allattamento materno.

Nonostante ciò, molti genitori ed operatori sanitari ci segnalano che l’indicazione sulla marca di latte artificiale da usare, in caso il latte sia insufficiente, oppure indicazioni errate sull’allattamento al seno (come intervalli tra le poppate, durata delle poppate, quantità di latte da assumere, numero di poppate), o sulla preparazione del latte artificiale, rappresentano la norma piuttosto che l’eccezione.

Cosa fare? Puoi segnalare alla ASL in cui hai partorito il comportamento scorretto!
Per aiutarti a farlo, abbiamo preparato per te un modello di lettera che puoi scaricare a questo indirizzo: www.babyconsumers.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/modello_lettera_segnalazione_ASL.pdf
che potrai completare con i dati mancanti. Ti chiediamo soltanto la cortesia di inviarcene una copia.

Nel caso in cui tu volessi effettuare la segnalazione, ma non hai tempo e/o voglia di farlo, inviaci una copia della lettera di dimissioni del tuo bambino/a, completa di dati, e la provvederemo ad inviarla alla tua ASL in forma anonima, ovvero senza che compaia il nominativo tuo o del tuo bambino.

Per contattarci:

BabyConsumers
Via L. Gereschi, 32 – 56127 Pisa
Tel.050 0988237
Fax 050 3869220
E-mail: info@babyconsumers.it
www.babyconsumers.it

IBFAN Italia
Via Treggiaia 11 – 50020 Romola (FI)
Tel.             340 8593550
Fax 055 7469774
E-mail: segreteria@ibfanitalia.org
www.ibfanitalia.org

Per approfondire:
Puoi contattarci agli indirizzi sopraindicati oppure a scaricare gratuitamente a questo link: www.ibfanitalia.org/Documenti/occhio_al_codice_gen11.pdf il n.4 della pubblicazione Occhio al Codice dedicata alle violazioni del Codice Internazionale all’interno dei sistemi sanitari.

Latte materno, diossine e Pcb

Dalle analisi condotte su due madri sane che vivono nei pressi di un inceneritore sono risultati dati allarmanti in termini di contaminazione del latte materno da parte di sostanze inquinanti, tossiche e pericolose. Analisi dettagliata di un caso che rischia di scatenare una psicosi collettiva.

…. E ci voleva il solito studio per capirlo???

Nel lettone con mamma e papà “Nessuna conseguenza per i bebè”

Secondo uno studio dell’università di New York, se il bambino passa la notte ‘in mezzo’ ai genitori non c’è alcun effetto psicologico. Per riabilitare il “co-sleeping” i ricercatori hanno seguito 944 coppie senza rilevare alcuna differenza comportamentale tra chi dormiva da solo e chi no

Continua la lettura >>>>>> La Repubblica   (25 luglio 2011)