“Quest’istante della nascita, questo momento di fragilità

estrema, come bisogna rispettarlo!

Il bambino è tra due mondi. Su una soglia. Esita.

Non fategli fretta non spingetelo. Lasciatelo entrare.

Che momento! Che cosa strana!

Questo esserino che non

è più un feto e non ancora un neonato.

Non è più dentro la madre, l’ha lasciata. Eppure lei

respira ancora per lui.

E’ l’istante analogo a quello in cui l’uccello corre con le

ali spiegate e poi di colpo, appoggiato sull’aria, volerà.

Un momento ineffabile, impalpabile, il momento

della nascita, quello in cui il bambino lascia la madre…

Lasciate stare il bambino. Lasciatelo fare.

Il bambino viene dal mistero. E sa.

Non intervenite. Lasciatelo stare. Lasciatelo fare.

Lasciategli il tempo.

Il sole si alza forse di colpo?

Tra il giorno e la notte non indugia forse l’alba incerta,

e la lenta, maestosa gloria dell’aurora?

Lasciate alla nascita la sua lentezza e la sua gravità”.

Frédérick Leboyer “Per una nascita senza violenza, Bompiani

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