NOVITA’ EDITORIALE APRILE 2016

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A fine Aprile uscirà il libro + CD di Filippo Massara dal titolo “Dal silenzio … L’Ascolto” della collana Progetto Genos. Se lo prenoti entro il 30 Aprile riceverai in omaggio…. http://www.musica-e-salute.com/libri.html

Per una buona comunicazione prenatale

cropped-schwanger2.jpgDopo il terzo mese quando il radicamento si è compiuto, il bambino è parte di te, la sua anima ti abita e siete in simbiosi totale. La comunicazione col bambino si apre come un fiume, puoi comunicare anche attivamente con lui, puoi insegnargli e fargli conoscere molte cose attraverso tutti i canali sensoriali e percettivi.
• Puoi fargli conoscere sapori o odori diversi per capire cosa gli piace. A volte sarà lui che ti chiederà odori o sapori diversi.
• Puoi inviargli suoni, cantandogli o facendo ascoltare musica
• Puoi accarezzarlo attraverso la tua pancia
• Puoi inviagli immagini belle e positive della vita, puoi fargli gustare la bellezza della natura o dei colori attraverso e tue emozioni
Il bambino è felice di ricevere tutti questi stimoli, crescerà meglio, diventerà più forte e capace di reagire, ti risponderà con movimenti sempre più espressivi.

Alcuni suggerimenti per attuare una buona comunicazione col bambino:

  • disattivare i circuiti razionai ed entrare nel silenzio dell’ascolto
  • creare accoglienza dove poter ascoltare il tuo bambino rivolgendoti a lui come a una persona senziente ( perchè lo è già a tutti gli effetti)
  • quando il bambino manda un messaggio tattile, occorre rispondere sempre con un altro messaggio tattile accompagnato oppure no da una risposta anche verbale e da un ascolto emotivo
  • lo stesso quando il bambino ti manda un messaggio psichico, perchè in assenza di una risposta materna il piccolo non si sentirà ascoltato
  • è importante coinvolgere sempre il piccolo il più possibile, parlandogli e spiegandogli ciò che stai facendo e non dimenticare di farlo soprattutto anche in caso di problemi gravi, lutti, separazioni perchè il bambino potrebbe sentirsi abbandonato. (Anche se hai avuto un litigio col partner spiegalo al bambino, deve comprendere che le argomentazioni che gli dai non diminuiscono in alcun modo l’amore che nutri per lui. Se hai avuto una giornata dura al lavoro comunicagli il perché del cattivo umore e che non ha nulla a che fare con lui…)
  • verso il 4° o 5° mese comincia a scegliere una filastrocca, una ninnananna: devi leggerle tutti i giorni e anche il futuro papà
  • fai sempre attenzione a come  ti rivolgi al bambino nella pancia, non ordinare, comandare, esigere, minacciare, rimproverare, paragonare, ridicolizzrlo, avere aspettative. Di seguito  alcuni esempi di frasi che lavorano come vere e proprie barriere o input negativi per la coscienza del piccolino:

• smetti di agitarti!
• ho già tutto programmato, niente tetta alla notte…
• se non mi rispondi non parlo più
• è davvero cocciuto!
• sono già al sesto mese dovrebbe essere più comunicativo!
• Dai svegliati, altrimenti poi ti svegli nel cuore della notte e non dormo più!
• vuole farmi i dispetti
• sei ansioso come suo padre
• è agitato come suo fratellino
• avrei preferito un maschio/femmina, anche mio marito ci teneva così tanto…

Questo è uno degli argomenti trattati anche nel corso di yoga in gravidanza -individuale o di gruppo- che si tiene il giovedì mattina all’Aikido di Carpi (MO) oppure su appuntamento (solo individuale) A Rio Saliceto (RE).

Altri strumenti per aiutarti nella comunicazione con piccolo:

Gravidanza con la Musica (libretto + cd)

Grembo Armonico (3 cd per l’ascolto fetale e per la madre + 2 libretti, cuffie di ascolto per la madre e marsupio sonoro per il piccolo nella pancia)

Vaccinazioni: un convegno per saperne di più

Sabato 20 febbraio al cine-hall Odeon di Firenze si tiene il convegno “Vaccinazioni: non un atto di fede”. Per saperne di più…

Vaccinazioni: un convegno per saperne di più

Il numero delle vaccinazioni somministrate contemporaneamente; i richiami; l’effettiva presenza e/o la durata dell’immunità; vaccini obbligatori e facoltativi; come valutare le condizioni di salute del bambino prima e dopo l’inoculazione; i possibili effetti collaterali; cosa fare se si osserva che qualcosa non va dopo la vaccinazione; cosa è importante chiedersi o chiedere prima di procedere; e tanto altro ancora. Sono le domande che i genitori spesso si pongono quando arriva il momento di decidere riguardo le vaccinazioni dei propri figli.

Terra Nuova ha promosso, insieme ad Assis (Associazione di studi e informazione sulla salute), il convegno “Vaccinazioni: non un atto di fede” che si terrà sabato 20 febbraio a Firenze al cine-hall Odeon di piazza Strozzi. QUI PER I BIGLIETTI

Dalle 14 alle 19 si potranno ascoltare il dottor Eugenio Serravalle, medico pediatra e presidente di Assis, la dottoressa Simona Mezzera medico omeopata, presidente dell’associazione PerCorsi Bio Salute; l’avvocato Stefano De Paolis di Assis; Nadia Gatti, presidente di Condav (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino). Con la possibilità, naturalmente, per il pubblico di porre domande. Sono stati invitati tra il pubblico i presidenti dell’Ordine dei medici di Firenze e della Federazione toscana degli ordini; gli assessori regionale e comunale alla sanità e medici dell’ospedale Meyer.

PROGRAMMA

-Dottor Eugenio Serravalle

Medico pediatra e presidente di Assis, «Vaccinazioni: scegliere il rischio minore»

-Dottoressa Simona Mezzera

Medico omeopata, presidente dell’associazione PerCorsi Bio Salute
, «L’importanza delle malattie infettive dell’infanzia nello sviluppo del bambino»

-Avvocato Stefano De Paolis

Membro dello staff legale di Assis
, «Vaccini obbligatori, scuola e vita di un bambino: i timori dei genitori e l’opposizione consapevole»

Nadia Gatti

Presidente di Condav (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino), «Danneggiati da vaccino: fantasmi dello Stato, prigionieri del silenzio»

-Coordina Claudia Benatti, giornalista di Terra Nuova

«Si sente ormai ripetere su più fronti che i vaccini non fanno mai male» spiega Serravalle, introducendo le linee di quello che sarà il suo intervento.  «Ma purtroppo sappiamo che le segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse sono uno strumento poco utilizzato in ambito pediatrico. L’esperienza ci dice che i genitori che hanno visto comparire sintomi, dai più comuni ai più rari, dopo la vaccinazione sono stati rassicurati con l’affermazione che “è normale” o che “il vaccino non c’entra nulla perché è sicuro”. Non si possono però nascondere gli oltre 600 casi che hanno avuto il riconoscimento del nesso di causalità tra vaccinazione e la grave infermità che ne è conseguita. I dati scientifici indicano che i vaccini hanno contribuito a debellare alcune malattie infettive; non va però sottovalutato il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e dello standard di vita, grazie ai quali sono scomparse malattie contro cui non esiste vaccinazione e grazie ai quali si è avuta una significativa riduzione della mortalità sotto i 5 anni di età prima della pratica delle vaccinazioni di massa».

La dottoressa Mezzera incentrerà il suo intervento sull’importanza delle malattie dell’infanzia per lo sviluppo del bambino. «La medicina meccanicistica e la frammentazione dell’essere umano in organi da studiare in modo sempre più specialistico ci fa dimenticare che abbiamo a che fare con una unità» spiega Mezzera. «Accanirsi su una singola forma infettiva senza pensare perché si è sviluppata e quale relazione possa avere con il resto restringe la visuale e non ci permette di fare collegamenti. Chiediamoci cosa è cambiato con l’inizio della immunizzazione di massa. Vari autori hanno osservato come si siano modificate negli ultimi anni le patologie che si presentano nei bambini. Quando le malattie acute infantili hanno iniziato a scomparire, hanno iniziato ad aumentare malattie di tipo cronico quali le allergie, le malattie autoimmuni e le forme tumorali. Perché la comunità scientifica non considera questi cambiamenti e soprattutto perché non valuta i possibili nessi?». La dottoressa Mezzera parlerà poi delle malattie una volta considerate tipiche dell’infanzia, introdurrà il tema dello sviluppo e della maturazione del bambino e del suo sistema immunitario, si soffermerà sul morbillo e illustrerà anche ciò che si può fare «per rafforzare il bambino in modo che abbia la capacità di rispondere agli agenti esterni in modo fisiologico». E la legge come si approccia ai genitori che hanno dubbi? «Trattandosi di un intervento sanitario importante è bene che cittadini e genitori sappiano a cosa vanno incontro, sia che scelgano di vaccinare sia che facciano scelte diverse dallo standard» spiega l’avvocato De Paolis. «La firma del cosiddetto consenso informato implica uno scarico di responsabilità non accettabile; solo la consapevolezza piena e reale rende l’intervento di salute pienamente legittimo». De Paolis illustrerà le procedure che si possono seguire in caso di opposizione consapevole e in caso il genitore reputi che nel figlio si sia manifestato un danno da vaccinazione.

Il danno, appunto. Gli effetti collaterali sono riportati sui foglietti illustrativi dei vaccini e sulle schede tecniche fornire dalle case farmaceutiche agli operatori sanitari; la letteratura scientifica ne documenta anche di irreversibili e proprio per questo è stata approvata la legge 210 del 1992 che stabilisce il diritto ad un equo indennizzo per chi il danno da vaccino lo ha subìto. Eppure non è così semplice come sembra. A spiegarlo sarà al convegno Nadia Gatti, presidente di Condav. «In Italia si fatica tanto a farsi riconoscere dalle commissioni mediche e dal ministero i danni da vaccino. Forse si pensa che frapponendo mille barriere, le famiglie si arrendano o che il problema possa essere eliminato. Le famiglie che seguiamo hanno potuto sperimentare direttamente cosa significhi vedere un vaccino che rende disabile il figlio che tanto ami; io stessa l’ho vissuto con mia figlia. Il Condav continua la sua battaglia di civiltà per chiedere rispetto e cure per chi ne ha diritto».

VACCINAZIONI, NON UN ATTO DI FEDE

Il convegno nazionale si terrà al cine-hall Odeon Firenze (piazza Strozzi), il 20 febbraio prossimo, dalle ore 14 alle ore 19. Ecco tutte le informazioni per partecipare.

L’ingresso al convegno ha un costo di 10 euro (9 euro per gli abbonati a Terra Nuova). La prenotazione è obbligatoria e si effettua online all’indirizzo www.terranuovalibri.it/vaccini2016. Non ci saranno costi aggiuntivi di pre- vendita.

ATTENZIONE:al momento dell’acquisto si riceverà un’email di conferma, da stampare e presentare alla cassa per poter ritirare il biglietto d’ingresso.

• Per informazioni sul programma:366 4437458, ufficiostampa@aamterranuova.it oppure Segreteria di Assis: eventi@assis.it – tel 340 0876314, 338 4437564

• In caso di problemi tecnici con la prenotazione online: 055 3215729 interno 717.

SCARICA LA LOCANDINA dal sito http://www.terranuova.it/Genitori-e-Figli/Vaccinazioni-un-convegno-per-saperne-di-piu  APPENDILA, DIFFONDILA, DISTRIBUISCILA

Incontro per donne in gravidanza a Suzzara il 21 maggio

volantinocorsosuzzara-1incontroATTRAVERSO VISUALIZZAZIONI E MOMENTI DI ASCOLTO PROFONDO CON IL PICCOLO, verrete guidate a entrare in comunicazione con il vostro bambino iniziando da subito quella relazione che durerà tutta la vita.

ATTRAVERSO VOCALIZZAZIONI E ESERCIZI DI RESPIRAZIONE, acquisirete invece preziosi e utili strumenti per affrontare al meglio il travaglio e il parto.

Conduce l’incontro Claudia Boni, insegnante di yoga. Da anni si occupa anche di accompagnamento prenatale, co-autrice del libro “Gravidanza con la Musica” e trainer del metodo Grembo armonico®.

Per informazioni e prenotazioni: Silvia 388 443 3996

Partorire senza paura, nuovo corso a Suzzara (MN)

partorire senza pauraSette incontri dedicati al momento più emozionante della propria vita. Ostetrica, Osteopata, Nutrizionista e insegnante Yoga, vi guideranno in questo percorso ciascuna secondo le proprie specifiche competenze, dedicando tempo alla percezione dei cambiamenti del corpo, alle emozioni e alla delicata comunicazione mamma-bimbo, per arrivare al momento del parto serene, preparate e consapevoli di quello che si sta vivendo, con le energie giuste,per affrontrlo controllando il dolore…..

Taglio immediato del cordone ombelicale

Articolo tratto da:Universomamma.it

In una lettera aperta una famosa ostetrica statunitense, Robin Lim, pluripremiata per aver portato soccorso in territori devastati dai conflitti e disastri ambientali,  meglio conosciuta come Ibu Robin (madre Robin), ha voluto dire la sua, forte di anni e anni di esperienza,  sui diritti dei bambini appena nati.

Lei sottolinea come gli adulti siano i custodi dei piccoli, e in quanto tali debbano pensare innanzitutto alla loro salute.

Parlando di donazione del sangue, Ibu Robin ci ricorda che che i bambini sotto i 18 anni non possono donare il sangue, poiché esse devono rispondere a determinare condizioni:

  • i donatori devono avere un peso minimo di 50 Kg.
  • le donazioni non devono superare lo 0,5, ovvero 1/10 della media del volume di sangue di un adulto.

Questo però contrasta con il fatto che ai neonati venga negato fino a 1/3 del volume del loro sangue.

Alla nascita il volume del sangue dei piccoli è di 78 ml/kg, quando il clampaggio del cordone ombelicale viene ritardato di 5 minuti il volume del sangue cresce e raggiunge i 126 ml/kg. Questa trasfusione placentare tocca quota 168 ml per un piccolo di circa 3,5 kg.

Ciò dimostra che per i bimbi non sussiste nessun vantaggio quando il loro cordone ombelicale viene reciso subito dopo la nascita. Tra l’altro diversi studi hanno dimostrato che si tratta di una pratica dannosa.

Benefici derivanti dal non tagliare subito il cordone ombelicale

Come accennato numerose ricerche indicano che ritardando il clampaggio dell’ombelico i bambini:

  • avrebbero una nascita meno traumatica
  • avrebbero meno emorragie endocraniche
  • guadagnerebbero maggiori riserve di ferro fino a 8 mesi
  • godrebbero di una migliore salute
  • avrebbero un’aumentata immunità
  • svilupperebbero più intelligenza
  • godrebbero di una potenziale maggior longevità.

L’atto di clampare il cordone ombelicale è, di fatto, una piccola operazione, e non ha una pratica molto lunga: ha ricevuto una spinta negli anni Sessanta quando si pensava che prevenisse l’ittero, ma in realtà si è scoperto che non vi è alcun legame.

Un’ulteriore tesi a favore del clampaggio è quella per cui si pensa possa prevenire la policitemia o l’eccesso di emoglobina. Ma anche questo, secondo Ibu Robin, non giustifica la prevaricazione effettuata sugli inermi bambini alla nascita.

Perché nessuno si ribella?

Fa specie che nessuno abbia mai messo in questione il clampaggio immediato e che, nonostante diverse indagini scientifiche dimostrino la sua dannosità, nessuno protesti.

In pratica nessuno si chiede cosa ne sia dei diritti del bambino. Nel 1995 l’Associazione Americana di Ginecologia ed Ostetricia pubblicò una lettera in cui veniva molto raccomandato il taglio immediato del cordone ombelicale per studi riguardo il gas nel sangue. In seguito però il bollettino è stato ritirato.

Studio: ritardare o evitare di tagliare cordone ombelicale

Un piccolo studio effettuato presso la casa del parto indonesiana di Bumi Sehat, in cui Ibu Robin opera da oltre 20 anni, ha indicato che nei bimbi che hanno ritardato il clampaggio alla nascita non vi è stato incremento di valori riguardanti l’itterizia

Anzi, i piccoli che soffrono di anemia per il clampaggio immediato hanno meno energie per cercare nutrimento nella madre e sono più deboli.

Inoltre, in tale casa del parto, dove non si taglia il cordone alla nascita, i neonati possono stare a stretto contatto pelle a pelle con la madre, e ciò elimina o riduce un potenziale trauma dovuto alla nascita.

Secondo quanto riporta Ibu Robin, infatti, presso la casa di parto si aspettano come minimo 3 ore, e comunque non si interviene prima che ogni minima pulsazione sia terminata.

Lo stesso Darwin sosteneva nel 1801: “Per il bambino una cosa molto dannosa è quella di clampare e tagliare il cordone ombelicale troppo presto. Dovrebbe essere lasciato, non solo fino a che il neonato abbia ripetutamente respirato, ma fino a quando siano completamente cessate le pulsazioni. Altrimenti il bambino rimane molto più debole perché gli viene a mancare una parte di sangue che gli appartiene e che invece resta nella placenta“.

Infine se a molti genitori viene chiesto di donare il sangue ombelicale dei figli per la ricerca, perché nessuno si interroga sull’utilità del sangue ombelicale per gli stessi bimbi?

Il taglio immediato o prematuro del cordone ombelicale è la più grande, maggiormente diffusa e medicalmente sancita violazione dei Diritti Umani del Neonato sul Pianeta” si legge alla fine di questa lettera pubblicata sul blog partocantato.

 

Gravidanza e stress

stress-gravidanzaDurante il periodo della gravidanza, già a partire dalla diciassettesima settimana, il feto può percepire e forse subire lo stress sofferto dalla futura mamma.

A sostenerlo sono i ricercatori dell’Imperial College di Londra, autori di uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Clinical Endocrinology.

Le donne in dolce attesa rischiano quindi di trasferire lo stress ai propri figli molto prima di quanto si immaginasse finora. Già dalla diciassettesima settimana, la placenta fa infatti passare un quantitativo significativo di cortisolo, comunemente definito come ”ormone dello stress”. Per misurare la concentrazione di questa sostanza, i ricercatori hanno analizzato campioni di liquido amniotico, dimostrando tra l’altro l’efficacia di una procedura molto meno invasiva rispetto al prelievo di sangue fetale.

La ricerca ha coinvolto ben 267 donne in gravidanza, un numero sufficiente a confermare la correlazione tra i livelli di cortisolo riscontrato nel sangue materno e quelli registrati analizzando il liquido amniotico.

Ora, gli scienziati sono però impegnati a capire quanto la concentrazione dell”’ormone dello stress” possa incidere nella vita del bambino, cercando di scoprire se esiste una relazione significativa tra esposizione al cortisolo e predisposizione allo stress. La ricerca inglese conferma quanto già anticipato ed intuito da oltre un decennio dalla pratica clinica in psicoterapia, dove il vissuto e le esperienze della vita intrauterina mostrano di essere fortemente impresse nella memoria cellulare degli individui e condizionano la loro vita da adulti.

Proprio per proteggere mamme e piccoli in questo delicato periodo, proponiamo già da parecchi anni vari  percorsi :